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La storia di Cruyff: il "Profeta del gol" che ha cambiato il calcio

La storia di Cruyff: il "Profeta del gol" che ha cambiato il calcio
© AP

E' stato uno dei più grandi giocatori della storia del calcio, interprete di un gioco spettacolare e vincente che ha ispirato generazioni di fenomeni

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di Alessandro Aliberti

giovedì 24 marzo 2016 14:30

ROMA - Solo poche settimane fa aveva risposto a modo suo a una domanda sulla malattia che lo stava consumando nel corpo, ma non nello spirito: «Vinco 2-0 a fine primo tempo» aveva detto. Ma stavolta il suo immenso talento non ha potuto nulla. Si è spento in quella Barcellona che tanto amava e che lo aveva adottato come un figlio. Ma la sua storia inizia in Olanda.

GENESI DI UN MITO -  Johan Cruyff nasce ad Amsterdam il 25 Aprile 1947, figlio di un fruttivendolo e di una casalinga. Il calcio lo impara per le strade della capitale olandese. A 10 anni entra a far parte delle giovanili dell’Ajax, dove a suon di gol inizia a mostrare un talento fuori dal comune. Sette anni più tardi, nel 1964, a soli 17 anni è già in prima squadra.

E il buongiorno si vede dal mattino: esordio e gol con i lancieri. Ma l'anno che segna la prima parte del sua storia di campione è il 1965: l'incontro con Rinus Michels, trentottenne ex centravanti dell’Ajax e della Nazionale olandese, promosso allenatore dei lancieri, diventato poi il padre del ‘calcio totale’, cambia il corso della sua storia personale e, probabilmente, di tutto il calcio europeo. Ogni grande regista necessita di fini interpreti: infatti se Michels è stato il teorico, il regista del calcio totale, Johan Cruyff è stato indubbiamente l’interprete che l'ha reso immortale.

UN LUTTO MONDIALE: E' MORTO CRUYFF

LO STILE - Lui non aveva nè le doti tipiche dell'attaccante, nè quelle del centrocampista e ovviamente nemmeno del difensore. Lui era tutto: nella prima metà della carriera era stato un cosiddetto ‘centravanti di manovra’, per quello scatto fulminante, quella capacità di dribblare fuori dal comune e quel tiro tanto potente quanto preciso. Ma non solo: vedeva il gioco come i grandi registi (ruolo che ricoprì nella seconda parte di carriera), e aveva la capacità straordinaria di leggerlo in anticipo, così da poter svolgere egregiamente anche i compiti difensivi e di impostazione.

Ma ciò che lo rendeva unico era la fantastica combinazione di straordinaria eleganza, capacità atletiche eccezionali (nonostante quei piedi ‘piatti’ per cui fu ribattezzato il “Papero d’oro”) e di una freddezza mescolata all'istinto che gli consentiva di trovare spesso soluzioni imprevedibili. Un giocatore davvero ‘totale’, come il calcio che interpretava, capace di difendere, contrastare, dribblare catalizzare la manovra ma soprattutto di segnare: 204 gol in 276 partite con la maglia dell’Ajax e 33 gol in 48 presenze con quella arancione della nazionale olandese. Cruyff, eguagliato nella storia del calcio solo da Platini e Van Basten, in carriera si aggiudicò ben 3 Palloni d’oro (1971,1973,1975), vincendo con le maglie dell’Ajax e del Barcellona 10 scudetti (9 in Olanda, 1 in Spagna), 3 Coppe dei Campioni e 1 Coppa Intercontinentale.  

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ALLENATORE -  Duecento giorni dopo il suo definitivo ritiro dall'attività agonistica Cruyff viene chiamato il 6 giugno 1985 dall'Ajax per sostituire Leo Beenhakker nel ruolo di tecnico, nonostante l'olandese non avesse un patentino da allenatore. Con l'Ajax vince due Coppe d'Olanda consecutive, nel 1986 e nel 1987, e la Coppa delle Coppe, conquistata ad Atene il 13 maggio 1987 contro i tedeschi del Lokomotiv Lipsia per 1-0 con gol di Van Basten: erano quattordici anni che l'Ajax non raggiungeva il trionfo in una competizione europea.

Il 4 gennaio 1988 lascia l'incarico. Ripetendo il viaggio che aveva fatto da calciatore, Cruyff lascia l'Ajax per sedere sulla panchina del Barcellona il 5 maggio 1988; inizia così a ricostruire dalle fondamenta la squadra, facendo cedere una dozzina di giocatori e spendendo due miliardi di pesetas per l'acquisto di nuovi elementi. In 8 anni di Barcellona il fenomeno olandese conduce i catalani a risultati mai ottenuti nel corso della loro storia, vincendo per quattro volte consecutive la Liga Spagnola, una Coppa del Re nel 1990, una Coppa delle Coppe e arrivando alla conquista della loro prima Coppa dei Campioni, battendo per 1-0 la Sampdoria di Gianluca Vialli e Roberto Mancini allo Stadio Wembley di Londra con gol di Koeman dopo 112 minuti di gioco. Ad Atene il 18 maggio 1994 Cruijff perde per 4-0. Lascia il club nel 1996, ma continua a vivere a Barcellona, città in cui l'amore per l'olandese è forse ancora maggiore di quello riscosso in patria. Oggi è un giorno triste per il calcio: se ne va uno dei miti assoluti della storia di questa sport.

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