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Cassano: «Facevo la fame, poi il calcio mi ha cambiato la vita»

Cassano: «Facevo la fame, poi il calcio mi ha cambiato la vita»
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L'intervista di Fantantonio a Olivier Dacourt, suo ex compagno di squadra nella Roma: «Giocavo in strada, vivevo con tre-quattromila lire al giorno»

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domenica 7 gennaio 2018 22:54

ROMA - Antonio Cassano si racconta in una lunga intervista a Olivier Dacourt, suo ex compagno di squadra nella Roma, per l'emittente francese Canal Plus. Un ciclo di interviste dal titolo "Ma part d'ombre" che scava nel lato più intimo dei calciatori. Cassano ripercorre le difficoltà dell'infanzia a Bari: «Fino a 17 anni ho vissuto la fame, ma la fame nel vero senso della parola. Mia madre non lavorava, era casalinga, e guadagnavamo 3-4mila lire al giorno (circa due euro, ndr): con quelle dovevamo mangiare. Mia madre ha fatto tanti sacrifici per me, allo stesso tempo non è mai andata a scuola e non è che parla molto bene l'italiano. Mia madre mi faceva fare tutto. Giocavo per la strada, tra i vicoletti e naturalmente c'erano le persone più grandi che mi sceglievano, io guardavo a chi mi dava mille lire in più o in meno perché ero più forte di tutti. Non avevo soldi, mai visti nella mia vita: dicevo "scegli me, ti faccio vincere" e ogni giorno giocavo in strada, per guadagnare qualcosina. La mia grande occasione è sempre stata il calcio, all'epoca mi aveva portato a vivacchiare perché per me duemila lire in un più o in meno facevano la differenza per me».

Poi arrivò il debutto in Serie A contro l'Inter e la sua vita cambiò per sempre: «Avevo 17 anni, la partita che poteva cambiare la mia vita in tutto e per tutto, farmi diventare ricco, famoso e anche bello (ride accarezzandosi il viso, ndr). Il calcio fa diventare tutti belli. Fa miracoli? Sì, a me ne ha fatti tantissimi».

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