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Carli, finalmente un
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Calcio
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Carli, finalmente un "Senatore"

Conferenza stampa da "one man show" stamattina per il neo ds del Cagliari. Con un piglio e un carattere che hanno ricordato un suo importante predecessore

A qualcuno si stamperà sul volto un bel punto interrogativo, altri invece ricollegheranno certi fili della memoria e ricorderanno. Ma partiamo dalla terra di mezzo, più esattamente dalla seconda metà degli anni '90 in poi, sono planati a Cagliari parecchi direttori sportivi. Da Capozucca a Rossi, i più recenti, sino a Nicola Salerno e Sandro Vitali. Il tratto che riunisce un po' tutti questi dirigenti, è la pacatezza nel proporsi, almeno nelle esternazioni. Molto diversa, invece, è l'immagine di impatto offerta da Marcello Carli che, invece, oggi ha dato idea di un atteggiamento che richiama più da vicino, nei toni più che nello stile, il famoso Carmine Longo, anche detto "Senatore".

Chi non ha avuto occasione di vivere quegli avventurosi anni fine Ottanta, merita una spiegazione. Nella sua salernitana esuberanza, Longo suoleva definire le persone di cui aveva una certa stima "Onorevoli", riservando per sé il titolo di "Senatore". E da qui partivano duetti verbali spesso divertenti, che aiutavano la dialettica fra chi rompeva le scatole a caccia di notizie - noi giornalisti - e chi invece le notizie le creava. Lui, ovviamente. Vero deus ex machina di una società e di una squadra che uscivano con la collaborazione della famiglia Orrù (una vita nel calcio ma a livello minore) da una fase tanto critica da arrivare a un millimetro dal fallimento e quindi dalla sparizione dalle mappe calcistiche.

Carli come Longo, quindi, per ruolo innanzitutto. Perché dentro il club rossoblù oggi, a parte lui una vera mente pensante calcio a 360 gradi non esiste, posto che neppure il presidente Tommaso Giulini ha l'ardire di ritenersi tale. Per il carattere esibito, poi: certo, frasi come "voglio vedere undici pazzi che fanno qualcosa di straordinario" o "I ragazzi e io ci prendiamo le nostre responsabilità e andiamo a giocarci senza alibi le tre partite che restano" non sono reperibili nel lessico di Longo, ma quanto a piglio e carattere, mostrati all'esterno ma con una chiarissima funzione anche interna, sono assolutamente "longhiani".

Insomma, era necessario che sorgesse una figura così al posto di un vuoto (involontario) nel quale si sono incastrate letture abbastanza fantasiose sull'interesse - ritenuto da taluni basso se non nullo - verso la situazione di classifica da parte della proprietà. E' evidente che, al di là delle dichiarazioni che su questo piano sono evidentemente politiche, a Carli non si potranno attribuire colpe di nessun genere anche se presentandosi oggi in conferenza stampa ci ha messo la faccia e ha mostrato il petto. Come è altrettanto ovvio che non si potrà sempre chiedere a lui di fungere da parafulmine. Lodevole e giusta la mossa odierna, va da sé che è da configurare in senso contingente. Da ora in poi occorreranno idee più funzionali per "occupare" i vuoti riempiti purtroppo o dalle polemiche dei tifosi lasciati in balia delle proprie paure o dalle parole, decisamente improvvide, esternate dai protagonisti dopo alcune delle recenti disfatte in sede di commento post partita.

Carli come Longo, è ovviamente anche un auspicio. Indipendentemente dalle simpatie, per definizione soggettive, al compianto "Senatore" scomparso nel dicembre di due anni fa, non si può non riconoscere una straordinaria bravura nel ricreare una squadra, e una efficace organizzazione tecnico-societaria. A Carli basterà essere bravo la metà, visto che parte da un contesto societario e finanziario decisamente stabile e di livello, per ottenere risultati che piaceranno certamente ai tifosi. Magari, se sarà pure fortunato e riuscirà a trasferire in parte questa dote alle tre partite che restano da giocare, male non sarà.

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