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Assemblea Lega Pro oggi a Roma: il campionato slitta al 15 settembre
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Calcio
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Assemblea Lega Pro oggi a Roma: il campionato slitta al 15 settembre

Gravina conferma il blocco dei calendari in attesa delle decisioni del Collegio di Garanzia dello Sport del Coni sui ricorsi contro il blocco dei ripescaggi deciso dalla Lega B con l'ok del Commissario straordinario Fabbricini. Sentenze attese per il 7 settembre. L'8 la C varerà i gironi e il 15 partirà il campionato.

Biglietti in vendita, nuovi numeri di maglia già assegnati, ultime verifiche tattiche prima del via ufficiale alla nuova stagione 2018-2019 che rischia di passare alla storia non solo per l’interminabile estate dei processi sportivi. La Serie B si appresta ad aprire i battenti con un format a 19 squadre, compatte al punto tale da  disinnescare finanche il rischio di un clamoroso sciopero ventilato con poca convinzione, per la verità, dalla Aic. E così, mentre il presidente Balata si accinge a tagliare il nastro di partenza dell’87ª edizione della cadetteria, forte delle decisioni del Commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini e incurante dell’appello dell’Associazione calciatori di rinviare, almeno, le prime due giornate in attesa dei verdetti della giustizia sportiva sui ricorsi pendenti, la Serie C non fa un solo passo indietro e conferma il rinvio annunciato con determinazione. Questa mattina è convocato alle ore 12 il Direttivo di Lega e, immediatamente dopo, l’Assemblea che certamente seguirà il presidente Gabriele Gravina nell’indirizzo di non pubblicare i calendari e di far slittare l’inizio del prossimo torneo addirittura al 15 settembre.

COLLEGIO DI GARANZIA - La data fatidica è quella del prossimo 7 settembre quando il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, a Sezioni unite, si pronuncerà sui ricorsi presentati da Ternana, Novara, Siena, Catania, Pro Vercelli ed Entella sul blocco dei ripescaggi autorizzato dal Commissario Fabbricini. L’esito di questi ricorsi potrebbe cambiare completamente l’attuale assetto e avere come immediata conseguenza una riformulazione dei calendari di Serie B e la determinazione degli organici di Terza Serie. Ecco perché lo stesso Gravina insiste nel tenere ferma la propria posizione che non si allontana da un’idea che ha più volte pubblicamente spiegato: «Finché non c’è certezza sui procedimenti pendenti non pubblicheremo i calendari - ribadisce il numero uno di Lega Pro -. Correttamente abbiamo deciso di attendere i pronunciamenti del Collegio di Garanzia dello Sport del Coni. Purtroppo altri non si sono attenuti allo stesso principio e il rischio di risvolti clamorosi è dietro l’angolo. Sorprese questa mattina, comunque, non ce ne saranno nonostante i tentativi di condizionare le nostre società. L’Assemblea terrà conto delle esigenze della categoria e non si farà imporre accelerazioni inopportune».

NORME VIOLATE - Quello che proprio non è andato giù a Gravina è l’aver dovuto subire una riforma dei campionati non tenendo minimamente in conto ciò che prevede lo Statuto federale: ovvero modifiche con maggioranze qualificate, due terzi delle componenti che sono tutte restate spiazzate dalla richiesta della Lega di B di procedere con l’ok del Commissario e di non reintegrare i posti rimasti vacanti. Serie B a 19 dopo le mancate iscrizioni di Avellino, Bari e Cesena. A proposito dell’ipotesi ventilata di riammettere in Serie C irpini e pugliesi Gravina è stato chiaro: «Bari e Avellino in C? Credo che sia una scelta poco sostenibile, stando alle regole attuali sarebbe una soluzione impossibile, una forzatura. Ma in questa estate ne abbiamo viste di tutte i colori».

SCENARI POSSIBILI - In realtà nel caso che i club ricorrenti al Coni dovessero vedersi riconosciute le proprie ragioni e venissero ammessi in B, non solo clamorosamente si tornerebbe a un format a 24/25 (l’Entella seguirà il destino del Crotone e potrebbe avere ragione a tempo scaduto), ma la Serie C sarebbe costretta a dover rifare tutti i conti. Al momento le società in Serie D che hanno fatto domanda di ripescaggio, dopo le riammissioni di Cavese e Imolese, sono Forlì, Taranto, Messina, Troina e, ovviamente, Avellino e Bari. Ma qualcuno dovrà poi spiegare perché altrove gli organici si riducono per potersi dividere maggiori proventi e in Lega Pro, invece, aumentano nel caos più totale. Insomma, i nodi da sciogliere restano tanti. Quello delle risorse economiche non è il solo. Anche le norme sulle multiproprietà, possibili solo in deroga allo Statuto Federale, attendono una ridefinizione e un ritorno alla normalità. Come da tempo chiede inutilmente qualcuno.

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