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Vocalelli: «Napoli, prendi Ibrahimovic. Che coppia con Higuain!»

Vocalelli: «Napoli, prendi Ibrahimovic. Che coppia con Higuain!»

Lo svedese ha conquistato il suo tredicesimo titolo. Visto che questi numeri autorizzano a dire che in fondo vince chi lo ha in squadra, viene da chiedersi se, chi vuole davvero rinforzarsi, non farebbe bene a prenderne uno, solo uno. Perché nel giorno del suo ennesimo trionfo - proprio lui - ha fatto sapere che molto difficilmente il prossimo anno resterà in Francia. La caccia all’attaccante che porta scudetti è insomma ufficialmente aperta

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 Alessandro Vocalelli

lunedì 14 marzo 2016 10:27

ROMA - Ci scuserete se, prima di parlare del campionato italiano, faremo un omaggio a un campione fantastico. Parliamo di Zlatan Ibrahimovic, che su quindici campionati ne ha vinti tredici, arrivando secondo negli altri due! Una serie fantastica che ha allungato ieri, portando al successo - con otto giornate d’anticipo - il suo Paris St Germain. Facile, direte, vincere con una squadra che in Francia non conosce rivali. Obiezione accolta, che però nulla toglie al suo curriculum: perché Ibra ha vinto con l’Ajax, con la Juve (anche se quegli scudetti sul campo sono stati poi giudicati a tavolino), con l’Inter, il Milan, il Barcellona. Insomma, dove era fortissima, la concorrenza.

E visto che questi numeri autorizzano a dire che in fondo vince chi ha Ibra in squadra, viene da chiedersi se, chi vuole davvero rinforzarsi, non farebbe bene a prenderne uno, solo uno. Perché nel giorno del suo ennesimo trionfo - proprio Ibra - ha fatto sapere che molto difficilmente il prossimo anno resterà in Francia. La caccia all’attaccante che porta scudetti è insomma ufficialmente aperta.

Forse tra i pochi a non avere bisogno di Ibra è il Napoli di Higuain. Anche se, a pensarci bene, una coppia così farebbe davvero impazzire. Nel frattempo però il Napoli si gode l’asso argentino, che ha segnato la ventisettesima rete del suo campionato fantastico.

Vocalelli: «Napoli, prendi Ibrahimovic. Che coppia con Higuain!»
Con quel rigore, Sarri ha deciso la partita con il Palermo, rispondendo così a chi deve inseguire e a chi lo insegue. Già, perché questo torneo frammentato ha venerdì sera fatto scattare la Juve e ieri pomeriggio avvicinato momentaneamente la Roma. Il Napoli, vincendo alla Favorita, si è però riportato a -3 dalla Juve e a + 5 dalla Roma. Insomma, tutto ancora aperto, apertissimo. Ancora meglio è andata alla Roma, che è rimasta in scia delle prime due e soprattutto ha staccato nei confronti della Fiorentina.

Sì, la Fiorentina: ci sarebbe da chiedere a Paulo Sousa che senso abbia avuto rivoluzionare la squadra… Fatto sta che, come detto, Spalletti ne ha approfittato brillantemente, centrando l’ottava vittoria consecutiva. Bravo Dzeko, di cui avevamo invocato il recupero psicologico e tecnico, bravissimo Florenzi, ormai specializzato in gol d’autore. Ma, goleador a parte, una citazione speciale va a quel fenomenale muro che è Manolas, forse l’unico vero insostituibile dei giallorossi. Sabato sera lo “spareggio” con l’Inter chiarirà se la Roma può davvero concentrarsi soltanto sull’inseguimento alla coppia di testa. Intanto ci ha pensato Klose, con i suoi primi gol dell’anno, a tenere alta la guardia in casa Lazio. Anche se tutte le attenzioni sono sull’Europa League. Un’occasione, in tutti i sensi, da non sciupare. L’Uefa, ancora più dello Sparta Praga, è lì pronta a colpire, e non bisogna commettere il minimo errore.

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