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Champions League, Real Madrid-Atletico 6-4 (1-1 dts): è l'undicesima volta delle merengues

Champions League, Real Madrid-Atletico 6-4 (1-1 dts): è l'undicesima volta delle merengues
© REUTERS

Nella finalissima di Milano, Cristiano Ronaldo e compagni trionfano ai rigori. Come due anni fa, Simeone sconfitto

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dal nostro inviato Francesco Tanilli

sabato 28 maggio 2016 22:34

MILANO - Il Real Madrid è tornato sul trono d'Europa, ancora una volta, senza pietà o riguardi per nessuno. Battuto l'Atletico Madrid, sconfitto il "cholismo" e Simeone, piegati nuovamente in finale (non c'è rivincita) e costretti ad inchinarsi alla superiorità delle "merengues". La vittoria arriva nel modo più dolce e più bello: ai calci di rigore. I regolamentari erano finiti 1-1 (gol Ramos, miglior giocatore della partita, e Carrasco). Poi la lotteria dei rigori che ha premiato il Real. Gli ottantamila di San Siro hanno assistito all'undicesimo successo della gloriosa storia delle merengues con Cristiano Ronaldo capace di alzare al cielo per la terza volta in carriera il trofeo più pregiato. Il rigore decisivo è il suo. E non poteva essere altrimenti. Anche questa volta non c'è stato scampo per l'Atletico che però si è dovuto inchinare alla maggiore qualità tecnica degli uomini di Zinedine Zidane solo dagli 11 metri. Decisivo l’errore di Juanfran. Prima vittoria della storia a San Siro per il Real e l'aver sfatato questo tabù nella notte più importante assume un significato ancora maggiore. Straordinaria l'impresa per il tecnico francese, capace di far rialzare la testa ad un gruppo a pezzi dopo l'esperienza di Benitez (è il tecnico che nella storia del Real ha fatto più punti dopo 20 partite) e di guidarlo ad un successo assolutamente imprevedibile solo sei mesi dopo. Dalla polvere, alle stelle: l'undecima è merengues! E chissà cosa pensa Benitez stasera. Per Simeone, invece, una nuova sconfitta, più bruciante ancora di due anni fa. Dopo il gol di Sergio Ramos e il pari di Carrasco sembrava la notte giusta per l’Atletico ma gli dei del calcio hanno detto no. Ancora una volta. Ancora l’inferno per i colchoneros, encomiabili poi alla fine con l’applauso dei propri tifosi mai domi. Il calcio è questo ma a volte è più doloroso di altre. Nella storia resterà anche e soprattutto l’omaggio per i 14 di Simeone

FOTO: TUTTE LE EMOZIONI DELLA FINALE

LE SCELTE - In avvio Simeone si affida a Savic, risolvendo così l’unico dubbio di formazione. In panchina va Gimenez. Dall’altra parte tutto confermato per Zidane con la BBC in attacco. Nessun dubbio sugli altri otto. Dopo lo spettacolo e la cerimonia di presentazione con Alicia Keys e Andrea Bocelli (stupendo l’inno cantato dal maestro italiano) via alla partita con l’arbitro inglese Mark Clattenburg a dirigere la sfida. 

PRIMO TEMPO - Subito ritmi altissimi con le due squadre indiavolate a centrocampo per prendere possesso della gara. Anche sugli spalti è viva la sfida e le tribune sembrano tremare: ogni fallo, ogni azione dà il là ai cori o ai fischi dei tifosi a seconda dei giocatori coinvolti. La partita comunque è spigolosa e l’arbitro è costretto ad intervenire spesso per placare gli animi. Koke prova subito la conclusione al 5’ ma il tiro è troppo debole. Poi, al 6’, è clamorosa l’occasione per il Real: la punizione di Bale è velenosa, stupenda la zampata di Benzema, ma Oblak salva tutto.

VANTAGGIO REAL - Il Real è vivo e reattivo e mette alle corde l’Atletico costretto a difendersi con le unghie con i denti. Il gol però è nell’aria e la partita si sblocca al 15’. E’ Sergio Ramos a portare in vantaggio le merengues sugli sviluppi di una punizione: cross perfetto di Kroos, torre di Bale e il centrale è il più lesto a metterla dentro con un tocco di precisione. Nulla da fare per Oblak. Real avanti. La posizione dello spagnolo però, al momento del tocco di Bale è oltre la linea dell’Atletico. Era fuorigioco. Per Ramos, comunque, si tratta del primo gol in Champions dopo quello siglato a Lisbona, proprio contro l’Atletico. Scherzi del destino. Lo spagnolo è il primo difensore dell'era Champions League a segnare due reti nelle finali.

REAZIONE ATLETICO STERILE - La risposta dell’Atletico è sui piedi di Juanfran, ma la bomba dal limite dell’area finisce alta sopra la traversa. La squadra di Simeone è frastornata anche perché non si aspettava un Real così reattivo e veloce e fatica a ritrovare la posizione. In più, sotto 1-0, è costretto a fare la partita, snaturando di fatto il suo gioco ideale. Ancora Koke, l’unico davvero in condizione nei primi 30’, prova dalla distanza ma la sfera è troppo lenta e finisce fuori. Al 34’ tocca a Griezmann farsi vedere in attacco ma la conclusione è debole e centrale. Nessun problema per Navas. Simeone prova a sbracciarsi dalla panchina ma la difesa del Real tiene e l’Atletico fatica a creare gioco. Al 40’ è Griezmann a provare dalla distanza ma ancora una volta la conclusione è fiacca e non impegna troppo Navas, costretto, almeno in questo primo tempo alla normale amministrazione. Molto più velenoso il tiro del francese al 43’ ma l’ex Real Sociedad chiude troppo con il collo e la palla sfila a lato. Ma se Griezmann non brilla di certo prestazione opaca nei primi 45’ di Ronaldo, troppo isolato e limitato a fare le sponde in attacco. Finisce dunque così la prima frazione con il Real avanti 1-0 e l’Atletico alla disperata ricerca di uno squillo per la riscossa.

PRONTI, VIA, RIGORE! - Alla ripresa delle operazioni Simeone getta nella mischia Carrasco: serve fantasia e allora fuori Augusto per un Atletico più offensivo e proiettato alla ricerca del pari. E al 1’ arriva l’episodio che avrebbe potuto cambiare la partita: Pepe atterra in area Torres e l’arbitro è costretto ad assegnare il rigore. Dal dischetto va Griezmann, Navas lo distrae e viene ammonito, ma evidentemente la mossa è decisiva perché il francese fa l pasticcio: tiro troppo forte, traversa e palla che rimbalza in campo. La difesa del Real spazza e si resta sull’1-0. Tifosi Colchoneros distrutti, quelli “merengues” esultano come se avessero segnato. Zidane comunque vede le cose che non vanno e complice l’infortunio di Carvajal lo sostituisce per Danilo. Al 54’ super occasione per l’Atletico: corner teso al centro dell’area la palla arriva a Savic ma il tocco del centrale va fuori di pochissimo! Sul ribaltamento è Bale a provare la conclusione ma la fiondata è troppo strozzata e finisce fuori. L’Atletico ora comunque è tutta un’altra cosa: Carrasco ha dato velocità e Griezmann punge di più con gli inserimenti. Real decisamente in affanno. Al 59’ è Saul a sfiorare il pari con una girata volante (stupendo il cross di Carrasco), ma la palla non vuole entrare e finisce sul fondo. Simeone è una furia, il pubblico si infiamma e la gara entra nel vivo.

CHE LOTTA, CHE EMOZIONI - La fase centrale del secondo tempo è ricca di contrasti e duelli singoli, le squadre sono stanche e aumentano di conseguenza gli errori ma è la maggior tecnica del Real a venire fuori: Benzema al 70’ è lanciato con il contagiri da Modric in contropiede, ma solo davanti a Oblak il francese si fa ipnotizzare e il portiere dell’Atletico respinge. Zidane si gioca al 72’ il secondo cambio: fuori Kroos, dentro Isco. Il centrocampo richiede altra corsa ma nuova linfa nel palleggio. Dalla curva i tifosi Real incitano la squadra: è il momento decisivo. Lo sa Zidane e al 77’ usa il terzo cambio: Lucas Vazquez per Benzema.

GOL “MANGIATI”, GOL SUBITO - Al 78’ Modric, straordinaria la sua prestazione, imbecca alla grande Ronaldo ma CR7 spara centrale e l’Atletico si salva. Non si fa in tempo a respirare e il Real manca altre due clamorose occasioni: ancora Ronaldo e poi Bale sprecano malamente il raddoppio e tifosi dell’Atletico rientrano in gara. E’ la legge del calcio, gol mangiato, gol subito: ribaltamento di fronte e pareggio Atletico al 79’. Juanfran crossa teso per Ferreira Carrasco che di prima intenzione buca Navas: 1-1 e tutto da rifare a 11’ dalla fine. Per l’ex Monaco un gol storico: è il primo belga a segnare in una finale di Champions. All’84 stessa azione del gol: crossa Juanfran, conclusione volante di Torres ma la palla questa volta va fuori. All’86’ Bale ci prova di testa sugli sviluppi di un corner ma la palla va alta. Al 93’, in pieno recupero, l’Atletico avrebbe la palla buona per il contropiede ma Ramos entra alla disperata e l’arbitro decide solo per il giallo. Decisione davvero discutibile. Si va dunque ai supplementari

SUPPLEMENTARI - La tensione regna sovrana. Il Real prova a giocare con rapidi tocchi mentre l’Atletico rallenta i ritmi per provare a pungere con i cambi di passo consueti alla squadra di Simeone. Carrasco intanto è imprendibile per la difesa del Real (ammonito Danilo su una ripartenza), mentre è Ronaldo di testa al 94’, sugli sviluppi di un corner, a sfiorare il 2-1 ma Oblak blocca. Danilo poi salva tutto su Griezmann lanciato a rete e i tifosi Colchoneros non perdono occasione per incitare la loro squadra. Al 100’ ci prova Bale di potenza, ma la difesa Atletico si immola e salva. E’ la gara del sacrificio. La partita dei nervi. Carrasco sulla fascia è un rebus per Zidane e Griezmann in rovesciata prova il gol del secolo ma non gli riesce. Finisce qui il primo supplementare. Si resta sull’1-1.

SECONDO SUPPLEMENTARE - Ormai le due squadre sono allo stremo. Real e Atletico spingono per forza di inerzia alla ricerca del gol decisivo. Simeone intanto si gioca il secondo cambio: fuori Filipe Luis e dentro Lucas Hernandez. Ma ormai la tattica non conta più. Il gioco è molto frazionato e i crampi la normalità. Simeone tenta il tutto per tutto con Partey al posto di Koke. Il Cholo è inviperito in panchina perché la sua squadra perde palloni importanti ed è proprio su una palla persa che si genera l’occasione giusta per Lucas Vazquez ma la difesa dell’Atletico è monumentale e salva tutto. Si va dunque ai rigori. 

RIGORI - La chiamano lotteria dei rigori ma forse oggi non rende il concetto. Il sorteggio decide che i rigoristi tirano sotto la porta del Real. Simeone incita il pubblico ai fischi. Dal dischetto poi sbaglia Juanfran. Vince dunque il Real Madrid con il rigore decisivo di Cristiano Ronaldo. E chi altrimenti. Per la cronaca ecco i marcatori: Lucas Vazquez, Griezmann, Marcelo, Gabi, Bale, Saul e Sergio Ramos. Il Paradiso è dolce per Zidane. Per Simeone è un altro incubo. L’ennesimo.

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