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Sarri, niente turnover: «City-Napoli gara impossibile? Sì, quindi giochiamocela»

Sarri, niente turnover: «City-Napoli gara impossibile? Sì, quindi giochiamocela»
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Alla vigilia dell'attesissima sfida di Champions il tecnico chiede ai suoi di non fare calcoli: «All'Inter penseremo poi, ma il calcio italiano dovrebbe tutelarci di più»

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lunedì 16 ottobre 2017 19:50

MANCHESTER - «Se la gara è quasi impossibile tanto vale giocarsela senza troppe pressioni. Non firmo per il pari». Idee chiare per Maurizio Sarri alla vigilia della trasferta di Champions League contro il Manchester City allenato da quel Pep Guardiola che lui considera un maestro. Un Sarri che non si scompone nemmeno dopo il classico 'walk around' all'Etihad Stadium mentre si emoziona per gli elogi del suo illustre collega: «Io emozionato nello stadio? In queste occasioni guardo solo il terreno di gioco ed è difficile che questo possa emozionare - ha detto ai microfoni di Premium dopo il suo arrivo a Manchester -. Un ottimo terreno, sugli standard inglesi ma del resto fuori dall'Italia siamo abituati a trovarne di così buoni. I complimenti di Guardiola? Fanno piacere perché lo ritengo in questo momento l’allenatore più forte in attività e penso che segnerà un’epoca come solo ha fatto Sacchi 25 anni fa. Questo mi può emozionare, non lo stadio».

Sarri spiega poi come chiederà agli azzurri di affrontare l'avversario più temibile del girone: «Gara già decisiva? Al contrario, penso che sia quella che conterà meno per la qualificazione, perché il City può vincerle tutte:ora è di un altro livello e forse è la più forte in Europa. Le partite importanti potrebbero venire dopo, ma è chiaro che chi riuscirà a portare via punti al City si metterà in posizione di grande vantaggio rispetto alle altre. Se firmo per il pari? È una gara quasi impossibile e per questo ce la giocheremo senza troppe pressioni: voglio undici facce di c...o che palleggiano sulla faccia del Manchester City. Avremo da passare una serata complicata, dura. L'unica cosa che chiedo ai miei giocatori è di non aver paura, ma solo il giusto timore degli avversari, perché il timore ti dà concentrazione e tensione, mentre la paura ti paralizza. Ci vorrà tanta applicazione difensiva, ma vorrei vedere un po' di sana follia, anche se loro sono i più forti».

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TRA EUROPA E SCUDETTO - Niente calcoli dunque e nemmeno quel turnover in vista dell'Inter che ha invece detto di augurarsi il presidente Aurelio De Laurentis... «Non so quello che ha detto il presidente e se è qualcosa che riguarda la sfera tecnica neanche mi interessa, perché lui paga me per prendere certe decisioni. In questo momento non facciamo scelte tra Champions e campionato, in questa fase della stagione pochi calcoli anche se inconsciamente la squadra può pensare di essere più competitiva in Italia che in Europa. Certo, il calendario non ci aiuta molto perché sfidiamo il City tra i due scontri diretti con Roma e Napoli, così come poi succederà con la Juventus a ridosso dell'ultima sfida del girone di Champions. Questo non va bene: se noi andiamo in giro per l'Europa a rappresentare il calcio italiano, penso che il calcio italiano debba anche tutelare noi».

Sarri spiega poi di non considerare affatto "morta" la Juventus ora terza in classifica: «I cinque punti di vantaggio sulla Juventus? Non mi fanno né caldo né freddo: se chiedi a un maratoneta in testa dopo 7 chilometri cosa pensa prendi anche qualche insulto, perché quello ancora non sa nemmeno se finirà la maratona. E se io pensassi che i 5 punti siano già un buon vantaggio sarei un pazzo scatenato».

 

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