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Ventura: «La Nazionale? Non è un lavoro per me»
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Ventura: «La Nazionale? Non è un lavoro per me»

L'ex ct azzurro: «Non accetterei più quella offerta, ora raccolgo i cocci ma con la voglia di riprendere dove avevo lasciato»

ROMA - "Vivo questo momento con un po' di rabbia e di sorpresa, nel senso che negli ultimi 20 anni sono sempre stato in ritiro, per la prima volta mi ritrovo in attesa. Ho una voglia feroce di riprendere e dare delle risposte sul campo, per tutto quello che c'è stato. Spero accada il prima possibile". Parla così del suo futuro Gian Piero Ventura, ancora libero dopo la burrascosa fine della sua avventura in Nazionale. Intervistato da Rmc Sport, il tecnico è tornato sul suo ultimo periodo alla guida degli azzurri: "Cambierei tutto ciò che è accaduto dopo la partita con la Spagna. Poi è successo qualcosa di inimmaginabile. Mille errori da parte mia, non ho letto ciò che stava succedendo. Fino alla Spagna ero felice di fare questa esperienza, che fino a quel momento era stata positiva. Probabilmente farei meno errori".

Ventura: «La Nazionale? Non è un lavoro per me»
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"Non accetterei più quella offerta, ho capito che non è il mio lavoro", ha proseguito Ventura. "Ho bisogno del contatto giornaliero con i giocatori. Ferisce la scorrettezza e l'offesa personale, le cose non vere, non le critiche, che ognuno deve accettare. Raccolgo i cocci ma con la voglia di riprendere da dove avevo lasciato. Ora un in bocca al lupo a Mancini, che possa avere giocatori che possano diventare lo zoccolo duro di questa Nazionale. Nessuna rabbia per la Nazionale, ma per quello che potevo essere e non sono stato". "Dove poteva arrivare l'Italia al Mondiale? Nessuno potrà mai dirlo, ma il campionato ha detto che c'è diversità tra le parole e i fatti. Tutti dicevano di prendere esempio dalla Germania, ma poi è uscita al primo turno. Stessa cosa per il Brasile. Ho capito - ha aggiunto il tecnico - che incide molto una delegittimazione, vedi l'Argentina con Sampaoli, non mi ha sorpreso che sia uscita dopo poco. Mi auguro che l'Italia torni subito in cima".

Ventura si è poi soffermato sul campionato italiano che avrà tra i suoi protagonisti Cristiano Ronaldo: "E' un messaggio positivo, Ronaldo è un affare per tutti, non solo per la Juventus. E' un affare per il calcio italiano. Lo è anche il ritorno di Ancelotti. Il suo non sarà un compito facile, difficile superare i numeri di Sarri, lo si fa solo vincendo. Il Napoli ha preso l'unico nome che poteva far dimenticare Sarri. Sono due messaggi importanti che l'Italia manda all'Europa". Ancelotti "non deve dimostrare nulla, con tutte le vittorie che ha fato. E' una sfida estremamente importante. Sarri ha inciso sulla crescita di molti calciatori. Ora dobbiamo vedere se Ancelotti riuscirà a portare qualcosa di più. E' stata una mossa intelligente di De Laurentiis". Infine una battuta sul 'suo' Torino: "Ci sono tutti i presupposti per fare qualcosa d'importante, come riprendersi l'Europa. Già lo scorso anno aveva un assetto di squadra che poteva giocarsi un posto in Europa League. Con qualche gol in più sarebbe arrivata. Hanno preso Izzo, ma arriverà qualcun altro. Sono convinto che sarà una grande outsider", ha concluso Ventura

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