Italia-Malta, il dubbio che agita Spalletti

Kean, il ritorno: è la prima scelta. Zaniolo l’alternativa. Chiesa resta a riposo, ma Spalletti ha un piano. E pure un dubbio
Fabrizio Patania
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INVIATO A FIRENZE - Bari freme e si veste d’azzurro: dalla fontana di piazza Aldo Moro al pennone del ponte Adriatico, passando per la torre sul lungomare Nazario Sauro, i luoghi simbolici e le strade nel centro della città pugliese a partire da oggi verranno illuminati con i colori della Nazionale. Sold out vicinissimo al San Nicola: 50.000 biglietti staccati, ne restano tremila in vendita per raggiungere entro sabato la massima capienza. Le prove di Coverciano hanno confermato l’orientamento emerso lunedì: Spalletti valuta Kean nel tridente dell’Italia come principale alternativa a Chiesa (ieri ancora a riposo) e Zaccagni (prosegue le cure a Formello). Zaniolo, impiegato anche sulla fascia sinistra dall’Aston Villa in Premier, è l’altra opzione. L’attaccante juventino ieri completava il tridente accanto a Berardi e Raspadori. L’ex romanista si muoveva con Scamacca e Orsolini. Spalletti ha mischiato le carte, peraltro convocando sei o sette giovani della Primavera della Fiorentina per completare le esercitazioni con trenta giocatori di movimento e tre diverse squadre. 

Riecco Kean

La sensazione, ipotizzando le scelte verso Italia-Malta, è nitida: Scamacca sembra in vantaggio su Raspadori, assistito da Berardi e Kean sulle corsie esterne. Gioco aereo, centimetri, attacco pesante. Moise, 12 presenze e 4 gol con l’Italia, non indossa l’azzurro da tre anni: ultima apparizione nell’ottobre 2021, finale terzo posto di Nations con il Belgio a Torino. Cristante precede Locatelli in regia. Barella e Tonali dovrebbero completare la linea mediana. Darmian o Di Lorenzo, Mancini, Bastoni e Dimarco sono favoriti per formare il blocco difensivo. Il capitano del Napoli, lunedì a riposo, è rientrato nel gruppo. Bonaventura, invece, ha lavorato a parte: gestione concordata con la Fiorentina. Chiesa non era in campo, ma non è una sorpresa. Ha saltato il derby della Mole, sono state escluse lesioni muscolari, il ct e lo staff della Nazionale lo gestiscono in ottica Wembley. Piano specifico di lavoro. Sosterrà un provino nei prossimi giorni per verificare le possibilità di impiego con l’Inghilterra.

Stand by Zaccagni

Questo spiega perché Zaccagni, ancora ieri sera, non è stato depennato dalla lista dei convocati. I contatti tra Italia e Lazio sono quotidiani. Mattia si è fermato per una distorsione alla caviglia destra, non sta benissimo, ha bisogno di altro riposo, resta in stand by. Probabilità di recupero minime, ma Spalletti e il giocatore si sono lasciati uno spiraglio. Ci sono due partite, non una soltanto. Il ct non ha fretta, vorrebbe Chiesa o Zaccagni in Inghilterra, ecco perché ha preso tempo. Nella logica di una gestione differente della Nazionale e del rapporto di fiducia con i club, vale (a livello formale) lo stesso discorso per Provedel, ma è il quarto portiere azzurro, non c’è l’urgenza di recupero. Soffre per un edema all’anca, trauma riportato a Glasgow, a Formello quantificano una settimana di stop, ma qualche preoccupazione serpeggia pensando a sabato 21, quando il campionato ripartirà al Mapei. 

Il dubbio che agita Spalletti

Il dubbio sulla fascia sinistra, invece, agita Spalletti. La conferenza stampa di lunedì, spiegando la convocazione di Udogie (può fare il quinto) e la rinuncia a Casale e Romagnoli, era stata illuminante. Il ct non esclude il 3-5-2 o un modulo ibrido a Wembley in caso di emergenza, nel finale di partita o se non potesse contare sul pieno recupero di Chiesa (o Zaccagni). Ieri ha provato anche la difesa a tre con Scalvini (o Gatti), Acerbi e Bastoni. Opzione da non trascurare. Spalletti sa adattarsi, non ha preclusioni, pensa alla pagnotta del risultato. Com’è sempre stato nella sanissima tradizione del calcio italiano. 


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