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Di Biagio: «Mandragora in U21 non è una punizione»
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Di Biagio: «Mandragora in U21 non è una punizione»

Il ct degli azzurrini: «Non è il massimo quello che ha fatto, ma se avessimo voluto punirlo lo avremmo lasciato a casa»

ROMA - "La convocazione di Mandragora in Under 21 non è una punizione. Il ragazzo dovrà gestire in maniera diversa quello che è accaduto, perché è il capitano e non è il massimo d'esempio per quello che ha fatto. Ma non ha fatto niente di male, perché le sue imprecazioni non erano rivolte a nessuno in particolare. Ma l'Under 21 non è stata una punizione, mi sono confrontato a lungo con Mancini su tutti i ragazzi dell'under e abbiamo valutato di farlo venire in Under". Lo dice il tecnico della nazionale Under 21, Luigi Di Biagio, giustificando la convocazione di Rolando Mandragora, capitano degli Azzurrini, squalificato in Serie A per una giornata dal giudice sportivo per essersi reso protagonista di reiterate espressioni blasfeme colte dalle telecamere durante la partita Udinese-Sampdoria. "Certo - ha aggiunto Di Biagio in conferenza stampa - non è il massimo quello che ha fatto, ma se avessimo voluto punirlo lo avremmo lasciato a casa".

POCHI GIOVANI IN CAMPO - A dieci mesi dalla fase finale degli Europei del 2019 e in vista delle amichevoli con Slovacchia e Albania, Di Biagio si lascia andare anche a uno sfogo sullo scarso utilizzo di tanti giovani italiani da parte dei loro club: "Riparto da un gruppo di ragazzi che sicuramente hanno un anno di esperienza in più - sottolinea Di Biagio in conferenza stampa al Mancini Park Hotel di Roma - qualcuno però gioca ancora meno. Oggi siamo meno contenti del minutaggio dei ragazzi rispetto a due anni fa. Dobbiamo lavorare con quello che abbiamo e puntare spesso su scommesse di giocatori che hanno zero minuti alle spalle".

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