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Serie D Bari, Giancaspro ricorre al Tar per il titolo e lo stadio
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Serie D Bari, Giancaspro ricorre al Tar per il titolo e lo stadio

Citato il Comune e chiesto l'annullamento dell'assegnazione a De Laurentiis

BARI - La società Football Club Bari 1908 Spa in liquidazione e il suo legale rappresentante Cosmo Giancaspro hanno depositato ricorso al Tar Puglia contro il Comune di Bari e nei confronti della Società Sportiva Calcio Bari SSC Arl di Luigi De Laurentiis (quale contro interessato). Il tutto per l'annullamento, previa sospensione, dell'avviso pubblico e di tutti gli atti della procedura di assegnazione del titolo sportivo, della revoca della concessione dello Stadio San Nicola e della successiva delibera di concessione temporanea dello Stadio e della nota con cui il sindaco, Antonio Decaro, ha chiesto alla FIGC l'attribuzione del titolo sportivo alla Città di Bari per la partecipazione al campionato Lega Nazionale Dilettanti. Chiedono quindi "l'annullamento della convenzione stipulata tra il Comune e la Bari SSD" e la "condanna al risarcimento danni subiti dal FC Bari a causa di quei provvedimenti impugnati e del comportamento doloso e colposo del Comune".

"RESTITUITEMI TORNELLI E TELECAMERE" - Tornelli, il generatore di energia elettrica e l'impianto di videosorveglianza "devono essere tutti restituiti alla società" FC Bari. È una delle richieste avanzate dal legale rappresentante Cosmo Giancaspro, attualmente liquidatore della società, nel ricorso al Tar presentato contro il Comune per ottenere la revoca della concessione dello Stadio San Nicola alla società di De Laurentiis e la stessa assegnazione del titolo sportivo. "La società - è spiegato nel ricorso - nel corso degli ultimi quattro anni di gestione, ha provveduto ad apportare strategiche migliorie all'impianto, quali l'installazione di un sofisticato impianto di controllo accessi e di videosorveglianza, beni questi di proprietà del FC Bari". "Il Comune - si legge ancora nel ricorso - non solo ha concesso lo stadio alla SSC Bari senza alcuna gara, ma ha sottratto tutto il complesso di beni mobili contenuti all'interno dell'impianto, impedendone la restituzione alla società". Oltre ai beni mobili già menzionati, Giancaspro chiede la restituzione di "macchine d'ufficio, arredamento e materiale sportivo" oltre a "tutta la documentazione amministrativa, civilistica, contabile, fiscale e fallimentare archiviata negli uffici amministrativi e di presidenza"

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