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Serie D Bari, Brienza: «Scommetto sul mio ritorno»
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Serie D Bari, Brienza: «Scommetto sul mio ritorno»

Il fantasista: «Voglio riportare in alto questa squadra. Sono emozionato»

BARI - Franco Brienza riprende da dove aveva lasciato. 101 gol in ventuno anni di carriera tra campionato e coppe. "Ho sempre detto che avrei voluto festeggiare i miei 40 anni in serie A. Ora invece riparto da qui per continuare quello che era rimasto incompiuto". Lo dice sorridendo, Brienza, nella conferenza stampa di presentazione. Promette di "provare a portare il Bari più in alto possibile, finche potrò farlo".

SCELTA - L'età non è solo un numero, quaranta anni per un calciatore sono tanti. Franco Brienza avrebbe potuto respingere l'offerta del Presidente De Laurentiis, per appendere gli scarpini al chiodo. Ma lui, il fantasista, non ci ha pensato su due volte. Non si può dire di no al Bari. Oltretutto perchè c'è un progetto solido, adesso, con il timone di comando saldamente nelle mani del figlio di Aurelio, Luigi. Vuole ripagare una città che, tre anni orsono, l'aveva accolto con un entusiasmo caldissimo. "Sono emozionato. È una vita nuova, ma molto stimolante. Nonostante la mia età voglio fare qualcosa di importante". È sibillino Brienza, sà che è in avanti con gli anni, ma è conscio che potrà dare una mano importante ad un Bari che ha bisogno della sua stella.

ESPERIMENTI - Cornacchini è un tecnico navigato. Così navigato che ha l'intelligenza di pensare ad un nuovo ruolo, per un numero 10 vecchio stampo. Pensa a ritagliargli un nuovo abito, da indossare davanti alla difesa nel ruolo di regista basso: "È stato un esperimento fatto in Coppa Italia contro il Bitonto - spiega Brienza - dopo averlo provato qualche volta in allenamento. Per me non è un ruolo facilissimo, ma mi metto a disposizione della squadra". Poi, torna sulla nefasta stagione appena trascorsa: "Ripartiamo dalla polvere per arrivare in paradiso. Questa è una piazza che merita altri palcoscenici e, dopo tutto quello che è successo, può solo risalire. Riassumendo la scorsa stagione, siamo diventati squadra troppo tardi. Avremmo potuto raggiungere l'obbiettivo che ci eravamo prefissati". Sul debutto in campionato contro l'Igea Virtus: "La Serie D è un campionato molto agonistico, a scapito della tecnica. La regola degli under, poi, incide, perchè non tutte le squadre riescono a reperirne di validi".

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