Platini apre: «Tecnologia ok ma non sul fuorigioco»

Il presidente della Uefa: «Ok alle telecamere per stabilire il 'gol, non gol' ma non le voglio per risolvere dubbi legati ai fuorigioco»
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TORINO - «Non sono contrario a utilizzare la tecnologia per determinare se è gol o no, ma non ritengo corretto impiegarla per individuare il fuorigioco». Questa la convinzione del presidente dell'Uefa, Michel Platini, durante il media briefing oggi a Torino con il responsabile degli arbitri europei, Pierluigi Collina, a poche ore dalla finale di Europa League tra Siviglia e Benfica. Meglio, secondo Platini, affidarsi al sistema dei cinque arbitri approntato proprio dalla Uefa. «Quando sono diventato presidente - ha detto - ho immaginato di avere più occhi sul campo per controllare meglio ciò che accade. Una persona sola non può occuparsi di tutto». La bontà del sistema che comprende i due arbitri addizionali è stata evidenziata da Collina. «Già 35 federazioni su 54 lo adottano nelle loro competizioni - ha spiegato -. L'addizionale aiuta l'arbitro a veder se la palla ha superato linea, lo supporta nell'identificare situazioni che succedono in area di rigore, lo aiuta a ridurre errori che possono influire sul corso del match e fa da deterrente verso i giocatori che si sentono più controllati». «Anche se - rileva Platini - molte federazioni non hanno le risorse necessarie per remunerare cinque arbitri, il processo richiederà molto tempo». Collina ha ribadito la contrarietà dell'Esecutivo Uefa alla cosiddetta 'tripla sanzione' per il giocatore che commette fallo in area di rigore e viene sanzionato con calcio di rigore, espulsione e successivo turno di squalifica. «È troppo penalizzante - ha detto -, propendiamo per il cartellino giallo al posto del rosso. Il processo decisionale è ancora in corso, bisogna attendere il prossimo meeting dell'International Board previsto tra febbraio e marzo 2015».

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