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Higuain venti su venti, il Napoli può sognare

Higuain venti su venti, il Napoli può sognare
© LaPresse

Altra grande prestazione della squadra di Sarri che liquida il Sassuolo e vola a +4 sull'Inter, in attesa della Juve

di Antonio Barillà

sabato 16 gennaio 2016 22:52

Sogni azzurri. Autorizzati, legittimi. Il Napoli supera (3-1) un ottimo Sassuolo in rimonta e vola a +4 sull’Inter fermata dall’Atalanta: primato custodito, buon vantaggio sull’ex capolista e possibilità di fuga se la Juventus non dovesse centrare la decima a Udine.

La partita è stata bellissima, intensa, incerta fino al sigillo del Pipita apposto all’ultimo respiro: la squadra di Di Francesco ha confermato di possedere organizzazione e sfrontatezza da grande, ma il Napoli ha saputo far valere la qualità superiore e il piglio autoritario d’una squadra disinvolta nel lottare per traguardi prestigiosi. Il rigore subito a freddo, netto, non l’ha disunita, né ha dettato arrembaggi confusi: è bastato riprendere il filo del gioco per agguantare il risultato con Callejon - primo gol in campionato - e con Higuain, giunto invece con la sua doppietta al ventesimo centro in venti partite, sempre più in media per minacciare i record storici detenuti da Nordhal e Angelillo.

Complimenti anche a Reina, decisivo nei suoi interventi, coraggioso e avventuroso in un’ardita uscita nel finale, ma è difficile, obiettivamente, isolare meriti senza tener conto della forza del collettivo e della limpidezza del gioco, senza rilevare l’impronta di Sarri.

Finisce così con il San Paolo in festa, pure in una serata di sentimenti contrastanti che contemplano anche l’emozione per la nascita del bambino di Koulibaly ma allungano nel contempo una vena di profonda tristezza per la scomparsa della mamma di Chalobah. E finisce con Higuain sotto la curva, fermo-immagine di una stagione meravigliosa per sé e per il Napoli, con la colonna sonora, ormai tradizionale, modellata sul vecchio successo dei Righeira. Maradona e i suoi tempi non sono più un paragone ingombrante, ma un confronto fatto di corsi e ricorsi, di sogni azzurri, autorizzati e legittimi. Sogni che conducono allo scudetto, ma per scaramanzia, a Napoli e dintorni, non lo dicono.

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