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Il Var, come consegnare uno smartphone a nonno

Il Var, come consegnare uno smartphone a nonno

 Il guaio, in questa prima fase, è che lo strumento è stato consegnato nelle mani di chi si è formato col fischietto e solo nel fischietto si riconosce

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di Ivan Zazzaroni

lunedì 29 gennaio 2018 11:08

Il Var c’è, grazie al cielo, e non ce lo toglierà nessuno – campagna inutile, grottesca, quella portata avanti in televisione o sui giornali dai passatisti.

È necessario crescere, non tagliare. Non ce lo toglierà chi vuole tornare a un calcio che non ha più ragione d’essere, quello “dei segnali di fumo”, dell’errore (dis)umano. Il calcio mondiale è entrato finalmente e fatalmente nella stagione “smart” in cui la tecnologia è (deve essere) presentissima. Il guaio, in questa prima fase, è che lo strumento è stato consegnato nelle mani di chi si è formato col fischietto e solo nel fischietto si riconosce: più che naturale che dopo pochi mesi si assista a turni di campionato come l’ultimo: per ovvie ragioni l’Aia non ha avuto la possibilità di abbinare il Var alla disponibilità di una generazione di arbitri più inclini alla novità. 

Troppi i direttori di gara (Mazzoleni, Tagliavento, Orsato, Damato, Giacomelli, Irrati) obbligati a passare da un giorno all’altro dal manuale all'automatico con tutte le difficoltà che il cambiamento di guida ha comportato. Rocchi, tra i più esperti ma a fine corsa ormai, sembra il solo veterano dimostratosi aperto al nuovo - a San Siro nessuno gli ha segnalato, o nessuno ha visto, il gol segnato con l’avambraccio da Cutrone; altri hanno continuato ad arbitrare come se poco o nulla fosse cambiato, e i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Lo sforzo di Rizzoli e Rosetti è proprio quello di responsabilizzare, lanciandoli in Serie A, molti giovani, purtroppo il campionato e i tifosi non hanno la pazienza di aspettarli: il risultato prevale inevitabilmente su tutto perché fa salvezza oppure condanna.

Il punto, ricorda Casarin, era quello di fornire il risultato vero, indiscutibile, della partita. Ci stiamo avvicinando, ma non ci siamo ancora.

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