Corriere dello Sport

Scopri l’edizione digitale su Tablet e Smartphone

Serie A

Vedi Tutte
Serie A

Gli errori di Orsato, i mal di pancia di Nicchi

Gli errori di Orsato, i mal di pancia di Nicchi
© AFPS

di Alessandro Vocalelli

domenica 29 aprile 2018 08:45

Diciamo subito due cose. Primo: la Juve si è ripresa con il suo carattere indomito, mostruoso, un campionato che sembrava volato via. Secondo: l’arbitro Orsato ha inquinato non solo la corsa scudetto, ma anche quella Champions, con una direzione arbitrale fallimentare. Un’espulsione di Vecino molto discutibile, soprattutto se messa a confronto con altri falli - due volte di Pianjc e poi di Barzagli - su cui ha invece utilizzato un metro completamente diverso. E farebbe bene Nicchi, invece di preoccuparsi del due per cento politico, paventando maldestramente una nuova Calciopoli, a impegnarsi per salvaguardare la percentuale di credibilità e autorevolezza che dovrebbe avere la classe arbitrale. Perché se Orsato, uno dei nostri migliori direttori di gara, riesce a rovinare una partita e un finale di campionato, vuol dire che siamo davvero vicini a raschiare il barile. L’anno scorso, almeno, avremmo detto che a velocità normale è lecito sbagliare e l’occhio umano può anche essere tradito. Stavolta, no. Neppure l’ausilio del Var ha impedito a Orsato e ai suoi mille collaboratori, compresi quelli davanti alla moviola, di sbagliare clamorosamente. Riproponendo il vecchio e mai superato problema della discrezionalità, che neppure la moviola in campo è riuscita a risolvere. Facendo infuriare l’Inter e, spettatore interessato, anche il Napoli.

Tutto questo - e sapete come abbiamo difeso la Juve dopo lo scandalo di Madrid - senza minimamente sorvolare sulla grinta da Grande Squadra dei bianconeri, che sono stati a un passo dal precipizio e hanno avuto la forza, la qualità, per risorgere. Grazie ai colpi di Cuadrado, Dybala e al guizzo vincente di Higuain che - dopo una partita incolore - ha saputo trovare il graffio del campione. Partita ribaltata in pochi minuti, primo posto di nuovo in mano e tanti rimpianti per Spalletti che, dopo averla gestita benissimo, non ha avuto la freddezza necessaria nei cambi finali. Un teatrino la sostituzione di Icardi, un errore il cambio di Rafinha che era sicuramente stanco ma sarebbe stato prezioso per proteggere il pallone negli istanti decisivi. E’ finita così con la Juve in festa, l’Inter in lacrime, il Napoli attonito e la Roma contenta di aver messo un discreto vantaggio sulla quinta in classifica. Con i gol di Dzeko, Schick ed El Shaararwy: il modo migliore per accarezzare il sogno, possibile, di ripetere i tre gol con il Chelsea ed il Barcellona. E’ l’obiettivo, il grande obiettivo, anche col Liverpool.

Articoli correlati

Commenti