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Napoli, la stoccata di Cassano: «E' un po' dietro le altre big»
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Serie A
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Napoli, la stoccata di Cassano: «E' un po' dietro le altre big»

Fantantonio vede la Juventus irraggiungibile: «Fa un campionato a parte»

ROMA - Antonio Cassano fa le carte al campionato e rispetto alle previsioni degli addetti ai lavori di questi giorni, dimostra di avere poca fiducia nei confronti di Ancelotti. «La Juve fa un campionato a parte - spiega l'attaccante -, poi se la giocheranno Inter, Roma, Milan e Lazio per il secondo posto, un po' dietro vedo il Napoli. Sono tre campionati divisi e la Juve è come Bolt, fa la gara e se decide di vincere la vince. Ronaldo? Io ho giocato contro il piu' forte, Messi, Cristiano darà un impulso al calcio italiano anche se i più forti li prende la Juve». Fantantonio sogna sempre di tornare a giocare in Serie A: «La mia idea è sempre stata quella di continuare a giocare con una società, un allenatore e un presidente che possano puntare su di me. Penso di poter fare ancora la differenza in questa Serie A. Non giocherei per soldi, non mi interessano, ma per la mia più grande passione».

LA TRAGEDIA DI GENOVA -  Antonio Cassano ha parlato ai microfoni di Sky Sport a pochi minuti dalla partita benefica, che lo vede tra i protagonisti a Chiavari, tra la Nazionale italiana della solidarieta' e i Campioni del cuore. L'obiettivo è raccogliere fondi per le persone colpite dalla tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova. «Spero che possa servire la mia presenza e quella di altre persone per dare un minimo di solidarietà, noi genovesi ci tireremo su - ribadisce Fantantonio -. La Liguria è una regione molto dura, molto forte, e soprattutto molto bella. Ci rialzeremo sicuramente. Ho vissuto questa tragedia male, molto male. Non mi aspettavo che nel 2018 potesse succedere una cosa del genere e il dispiacere è grande. Mi sento genovese e sono convinto che ci tireremo su perché la Liguria è una meraviglia. Proveremo a fare qualcosa, anche se davanti a questo dramma non ci sono soldi che tengono. Se riusciamo a fare l'1% lo facciamo con il cuore in mano».

 

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