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Inter, De Boer: «Sabato ero quasi morto, ora...»

Inter, De Boer: «Sabato ero quasi morto, ora...»
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Alla vigilia di Empoli-Inter, prima conferenza stampa in italiano per il tecnico nerazzurro che ha chiesto ai suoi uomini una prova analoga a quella contro la Juventus nella trasferta di domani.

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 Andrea Ramazzotti

martedì 20 settembre 2016 13:36

INVIATO AD APPIANO - Dopo la vittoria contro la Juventus, Frank De Boer ha tenuto la sua prima conferenza stampa alla Pinetina in italiano. Si è sforzato e ha usato qualche parola di spagnolo, ma si è fatto capire bene dai giornalisti e ha chiesto alla squadra un bis a Empoli dopo l’affermazione contro i bianconeri di Allegri.

De Boer, che partita sarà a Empoli?
Sarà molto importante perché nello sport in generale è più difficile far bene contro squadre non grandi, quando ci sono meno stimoli e motivazioni. A Empoli l’atteggiamento dei giocatori deve essere lo stesso con la Juve. Per me è molto importante la vittoria di domenica e i tre punti aiutano, ma adesso dobbiamo confermarci.

Vista l’assenza Banega a Empoli cambierà modulo?
Non cambiamo il modulo, ma solo un giocatore. Voglio vedere la stessa squadra con la stessa intensità vista con la Juve. E’ la cosa più importante. Non ho paura perché non ci sarà Banega perché abbiamo una grande squadra e ora i giocatori dovranno dimostrarlo.

Come sta Gabigol? E’ pronto per giocare una parte della gara?
Ha fatto 2-3 allenamenti e ieri si è allenato con il gruppo per la prima volta. Fisicamente sta bene e oggi deciderò, vedremo come sta. Può essere che sia convocato.

Dopo una grande prestazione come quella di domenica, cosa si è fa a tenere lo stesso livello di concentrazione a Empoli?
Come ho detto dopo la partita con la Juve, è fondamentale l’atteggiamento contro le piccole squadre perché il titolo si vince contro certe formazioni. Non so a che punto è la mia squadra in questo processo di crescita e se me lo chiedete dopo domani sera, potrò rispondere in maniera migliore, più precisa. Stiamo preparando il match, ma abbiamo poco tempo per farlo, solo due giorni, e abbiamo addosso la stanchezza della gara con la Juventus.

Cosa deve fare Brozovic per essere reintegrato nel gruppo?
Solo dimostrare di aver capito qual è il suo ruolo nell’Inter e che deve lavorando duramente. Un giocatore non è mai grande come la squadra e l’Inter. Ha fatto qualcosa che non si può accettare.

Si suda di più a imparare l’italiano o a trasmettere la propria filosofia alla squadra?
Studio italiano con un insegnante due ore al giorno e lavoro con i giocatori. Cerco sempre di fare del mio meglio.

Avete pressato molto alta la Juventus. E’ questa l’Inter che vuole vedere anche con le piccole?
Sì, vorrei sempre vedere una squadra che cerca di dominare tutte le partite e quando portiamo la pressione alta è positivo. Chiedo di far circolare rapidamente la palla: è la mia filosofia e cerco di trasmetterla ai giocatori. I ragazzi stanno migliorando in questo processo che non è facile, ma contro la Juve abbiamo fatto bene. Possiamo crescere in tante cose, ma abbiamo fatto un bel passo in avanti. Dobbiamo cercare di dominare contro tutte le squadre, ma non sempre è possibile farlo. Dobbiamo cercare di riuscirci lavorando tutti insieme, non con 2-3 giocatori a volta. Contro la Juve lo abbiamo fatto tutti insieme e contro l’Empoli voglio lo stesso atteggiamento: pressione e intelligenza.

Qual è il suo rapporto con i giocatori?
Tratto tutti allo stesso modo perché credo che sono un uomo onesto. Lavoriamo tutti per l’Inter. Con rispetto dico sempre a loro quello che penso. Stiamo attraversando un processo di crescita e se tu non rispetti questo processo hai un problema con me. La mia porta è sempre aperta per parlare con i giocatori. Quando hanno un problema io ci sono: i ragazzi lo sanno, conoscono la mia filosofia e ho una buona relazione con loro.

La vittoria sulla Juventus è stata un segnale di forza dato al campionato? Vi ha dato la consapevolezza di quanto siete forti?
Io so che abbiamo una squadra forte, ma ora lo dobbiamo dimostrare ogni allenamento e ogni partita. Questa è la cosa più importante. Abbiamo una formazione con qualità, ma la qualità non serve a nulla se non lavori duramente. Questo i giocatori devono saperlo: prima si lavora duramente e poi la qualità viene fuori.

Qual è il prossimo passo in avanti che chiederà alla squadra?
Noi cerchiamo sempre di dominare le partite, di avere la palla, ma questo si può fare solo quando la squadra è stretta e compatta. Contro la Juve lo abbiamo fatto: abbiamo pressato alto quando dovevamo e siamo stati anche stretti e molti uniti. Questo atteggiamento dobbiamo ripeterlo ogni partita.

E’ diversa la percezione che i tifosi hanno di lei dopo la vittoria di domenica?
La gente è molto più positiva dopo la partita con la Juventus. Il calcio è questo, in Italia o in Olanda: quando vinci una grande partita, la pressione è minore, quando perdi tutto sembra negativo. Abbiamo fiducia e crediamo nel progetto che dobbiamo fare. Possiamo toglierci delle soddisfazioni.

Quella con la Juve è una delle tre vittorie più importanti della sua carriera?
Una vittoria alla prima gara contro la Juventus da allenatore è fantastico, ma se non vinco la prossima partita… I tre punti di domenica aiutano e sono davvero contento, ma adesso ci servono altri punti per andare avanti nel nostro processo.

Quanto è cambiato il clima rispetto a sabato scorso? Adesso è possibile parlare di scudetto?
Sabato ero quasi morto (strizza l’occhio, ndr). La stagione è molto lunga e quella di domenica era solo una partita. Noi dobbiamo andare avanti con questo processo, avere lo stesso atteggiamento avuto con la Juve. Ora ci sono l’Empoli e poi il Bologna. Il resto non mi interessa niente. Di vincere un titolo puoi parlare se sei in alto in classifica nelle ultime 4-5 partite, non prima. Io penso solo alla prossima gara.

Zhang e Thohir dopo la partita con la Juventus le hanno detto qualcosa di particolare?
Erano felici che abbiamo vinto la partita e abbiamo cenato insieme con la squadra. Zhang e Thohir stanno sempre accanto al gruppo e credono nel progetto. Ci hanno dimostrato che tengono molto all’Inter.

Icardi ha avuto un inizio di stagione straordinario. Avete parlato per farlo cambiare così?
Ho parlato con tutti i giocatori, incluso Mauro. Fin dai primi giorni sono stato molto contento della sua intensità in allenamento. Sono contento di come lavora in allenamento perché un capitano deve sempre dimostrare che è il capitano. Non solo con le parole. Un professionista deve dimostrare di essere un professionista, non parlare… Sono molto contento di lui che sta facendo cose davvero buone.

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