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Spalletti: «La Champions passa da Genova»

Spalletti: «La Champions passa da Genova»
© Inter via Getty Images

Conferenza stampa prima del match contro la Sampdoria per il tecnico dell'Inter. "Giampaolo è bravissimo e loro in casa sono forti. Sarà dura".

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 Andrea Ramazzotti

sabato 17 marzo 2018 12:17

INVIATO AD APPIANO - A Genova l’Inter non può sbagliare e Luciano Spalletti, che non vince in trasferta dal 25 novembre, lo ha detto chiaramente.

Spalletti, la Sampdoria in casa ha conquistato 32 dei 44 punti totali. E’ un pericolo in più sfidare la Samp in trasferta?
Penso che ci siano altre difficoltà da affrontare contro la Sampdoria, non solo quella di sfidarla in trasferta. Il risultato della doppia sfida con il Napoli, una formazione che ha creato occasioni contro tutti e che contro di noi non ha fatto gol è un sintomo di compattezza e forza. Vuol dire che quando decidiamo di metterle in campo certe caratteristiche per le altri è difficile.

Cosa pensa della Sampdoria?
Loro sono una buonissima squadra, allenata benissimo da un grande allenatore come Giampaolo che ha uno staff super. Trovare spazi o tempi di giocata non è facile: bisogna giocare in velocità e dare seguito alle azioni in velocità. Dovremo pensare prima, ritagliarci gli spazi dove giocare e far vedere le qualità che ha.

Che partita si aspetta?
Una gara in cui fino all’ultimo secondo ci saranno delle difficoltà. Ci vorrà l’impatto mentale giusto sul match fino alla fine.

La Champions passa da Genova?
Anche dalle altre partite, ma soprattutto da gare come queste perché loro hanno forza, qualità e giocano un calcio moderno in uno stadio dove le avversarie hanno raccolto pochi punti. Poi ce ne saranno altre di gare difficili e noi abbiamo bisogno di punti e prestazioni, ma intanto dobbiamo far bene domani.

Avete 7 partite su 11 in trasferta. Si aspetta più personalità da qui in avanti?
Mi aspetto anche questo ovvero personalità. Il misuratore della forza e della personalità della nostra squadra credo sia il confronto con il Napoli e quello dell’andata, due match nei quali abbiamo fatto gol a tutti e messo sotto tutti. Il fatto che in alcune gare riusciamo ad avere forza, compattezza ed equilibrio per giocare un calcio importante contro formazioni forti fa capire che certe qualità le abbiamo e dobbiamo solo mettere sempre, contro tutti. Deve essere così.

Domenica ha parlato di mancanza di qualità. Come si risolve il problema?
Noi si va alla ricerca di soluzioni. Dentro questa squadra ci sono la qualità, la personalità e il carattere, ma alcune volte non la mettiamo in mostra. Vado a dire certe cose affinché ci sia una crescita.

Ha parlato ultimamente con Perisic?
Io parlo un po’ con tutti. Lui ha una qualità divina e ne ho discusso con Crespo ieri, mentre Ivan tirava in porta. Hernan dopo averlo visto ha concordato sulla sua qualità eccelsa nel concludere. Se riuscisse a dare sempre il massimo sarebbe tanta roba, ma ci sono anche gli alti e bassi della stagione. Perisic l’ho visto sempre sereno, naturale e tranquillo. In allenamento esibisce la sua qualità indiscussa e per questo insisto come lui: lo vorrei sempre nelle mie formazioni. Nel calcio semplicemente ci sono dei periodi in cui non va come vorresti: bisogna stare zitti, andare avanti e non parlare tanto. Ho fiducia nel ragazzo e nella persona, poi se in fondo non avrà dato quello che vorremo, mi potrete dire tutto ciò che vorrete.

Perché l’Inter ha smesso di segnare dopo i buoni numeri mostrati nelle prime 15 giornate?
La diminuzione dei gol dipende dal periodo che stai passando. Quando hai tranquillità puoi provare soluzioni estreme e a volte segnare gol di grande fattura. Diventa invece tutto più difficile quando il vento non ti soffia alle spalle. Nelle ultime due partite però sono cambiate alcune cose e ce l’ho ben chiaro dal punto di vista mia. Da domani mi aspetto di vedere il continuo svolgimento di queste cose che abbiamo mostrato recentemente.

Non è che con il discorso sulla mancanza di qualità ha voluto candidarsi alla panchina dell’Inter virtuale?
Io devo dimostrare di poter lavorare con l’Inter che è una squadra e una società di alta qualità. Ho a dimostrazione direttori che conosco da tempo come Sabatini e uno che ho apprezzato per le sue qualità come Ausilio. Attraverso le loro qualità abbiamo portato due giocatori importanti come Lisandro Lopez e Rafinha, ma parlare sempre di mercato diventa una cosa di un certo disturbo per lo spogliatoio. Io comunque ambisco ad allenare la formazione vera dell’Inter, non quella virtuale.

Chi tra le 3-4 squadre in corsa per la volata Champions ha qualcosa in più? Cosa può fare la differenza per centrare l’obiettivo?
Le altre ci renderanno la vita difficilissima e noi dovremo avere la forza di fare 11 partite di un certo livello. Non basta fare una buona partita e poi 2 sotto il nostro massimo. Queste squadre avendo da disputare anche nelle altre competizioni hanno allestito una rosa dove hanno qualche calciatore in più per permettersi i due impegni settimanali. Per questo a volte, riuscire a motivarsi, a dire “non possiamo più sbagliare” è positivo: dobbiamo stare sempre in apnea, dritti sui pedali e pedalare forte.

Il fatto che siano tutte finale può aiutare l’Inter che ha sempre bisogno di grandi obiettivi?
Probabilmente non sono stato all’altezza di trovare una risposta. In alcune partite riusciamo ad essere perfetti come successo contro Juventus, Napoli, Roma e le altre che puntano ai primi 4 posizioni. In altre, anche se poi le abbiamo portate a casa, invece non siamo stati all’altezza. E’ quindi evidente che io debba lavorare meglio.

A che punto è Dalbert?
Secondo me si sta allenando bene e sta crescendo. Nelle difficoltà e in un momento in cui poteva abbassare la voglia di abbassarsi non si è mai arreso. Forse è arrivato tardi, senza la possibilità di fare il ritiro estivo che gli avrebbe permesso di conoscere i compagni e la squadra. Ogni gara per lui diventa un esame importantissimo e il bagaglio delle sue conoscenze non gli permette di vivere con serenità questa esperienza. Per questo a volte deve fare i conti con i crampi.  Non siamo riusciti a mettergli a disposizione il massimo, ma lui è un investimento giusto e darà i suoi risultati.

Perché l’Inter ha segnato 20 gol meno della Lazio? Avete una squadra che ha interpreti più difensivi?
Noi abbiamo attaccanti che danno una mano anche alla fase di non possesso. Abbiamo delle caratteristiche importanti, ma non riusciamo a metterle fuori sempre o quanto meno a farlo con continuità. Deve diventare naturale mostrarle sempre. Purtroppo abbiamo passato un periodo in cui qualsiasi cosa provavamo a dire o a fare non riuscivamo a darle uno sviluppo corretto. Ora però vedo cose differenti e sono convinto che riusciremo ad arrivare all’obiettivo.

Cosa non ha visto contro il Napoli che vorrebbe invece vedere a Genova?
Dopo aver rivisto il match dico che è stata corretta la sensazione avuta dello scorrimento del match dopo il match. Abbiamo riconquistato tanti palloni e diversi di questi li potevamo giocare in maniera più pericolosa rispetto a quello che abbiamo fatto. Dobbiamo metterci più qualità, più personalità, più attenzione, più di tutto.

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