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Mai dire che Higuain è in crisi

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Il Pipita non è mai stato e non potrà mai essere un problema per la Juventus

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di Xavier Jacobelli

giovedì 28 settembre 2017 09:14

ROMA - E’ d’oro la Pipita che Higuain cava dal suo repertorio per raddrizzare il cammino della Juve in Champions League, regolando il tignoso Olympiacos dopo la falsa partenza di Barcellona. Ma soltanto chi misconosce la forza dell’argentino e ne sottovaluta l’orgoglio, può stupirsi della sua reazione alla seconda esclusione consecutiva, tramutatasi nell’urlo liberatorio dopo il gol che ha piegato l’onniparante Silvio Proto, trentaquattrenne italo-belga (nonno ennese di Leonforte, da dove emigrò per fare il minatore a La Louvière, dov’è cresciuto Enzo Scifo). 

Higuain non è mai stato e non potrà mai essere un problema per la Juve. Semplicemente, Higuain non è un robot. Non essendolo, ha il diritto di non segnare anche per 356’. Salvo poi spaccare una partita che rischiava di mettersi male e, non pago, ispirare il gol di Mandzukic con il passaggio smarcante a Dybala. Questa Juve è talmente forte da permettersi il lusso di coinvolgere nella rotazione dei titolari anche il Signor 90 milioni, 29 anni, 293 gol in 583 gare ufficiali, fra club e Nazionale. Questa Juve ha talmente fame di Champions da superare anche l’ostacolo greco, inopinatamente insidioso. Contava solo vincere, la Juve ha vinto e come ha detto Buffon: il merito è solo di Higuain. Anche il Barcellona ha vinto, battendo lo Sporting e sarà con i portoghesi che i bianconeri si giocheranno l’ingresso negli ottavi, il 18 ottobre a Torino e il 31 ottobre a Lisbona. Ma lo Sporting non ha Gonzalo.

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