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Toccatemi tutto ma non l'Higuain di ieri sera

Toccatemi tutto ma non l'Higuain di ieri sera
© Juventus FC via Getty Images

Il Pipita per 90 e passa minuti ha tenuto in vita la Juventus

 Ivan Zazzaroni

mercoledì 14 febbraio 2018 12:13

Toccatemi tutto, ma non l’Higuaìn di ieri sera. L’Higuaìn che non è precisamente il dio del dischetto, ma che per 90 e passa minuti ha tenuto in vita la Juventus. Due gol nei primi nove, l’1-0 in fuorigioco ma ugualmente bello; e poi tanta lotta, la sofferenza dell’isolamento quando la squadra non ha saputo reggere i ritmi imposti dal Tottenham e si è abbassata. Higuaìn non ha una storia esaltante nelle coppe e ha il “braccino” incorporato, ma se la Juve è ancora in corsa stavolta lo deve a lui; a lui che per tutto il secondo tempo ha retto da solo il peso di un attacco disarticolato e impoverito: Dybala non c’era, Cuadrado nemmeno, Mandzukic era a mezzo servizio dopo il colpo ricevuto, Douglas Costa si accendeva a intermittenza e non teneva un pallone, Bernardeschi decifrava la partita solo con l’istinto – con un centrocampo d'emergenza e Khedira impresentabile, Allegri aveva puntato sui solisti per tentare di tenere in apprensione gli avversari. Higuaìn c’è sempre stato, più nel bene che nel male, ed è sembrato l’unico a giocare una partita realmente europea: non si è mai adattato all’avversario, si è anzi ribellato con coraggio e nel finale anche con un pizzico di disperazione. Higuaìn è l’unica buona notizia della gara d’andata: a Londra capiremo finalmente se l’atteggiamento della Juve – difesa e possibilmente ripartenza approfittando degli sbilanciamenti degli Spurs - era voluto, una strategia, o se al contrario si è trattato di una semi-resa alla qualità e al palleggio così poco inglese di Eriksen e Lamela, Kane e Alli.

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