La Lazio di Sarri: obiettivo secondo posto, poi la ripartenza

Il tecnico torna a Empoli, dove si era rivelato, e può chiudere dietro al Napoli. Ora il suo vero ciclo. I precedenti: Piola nel 1937, Zeman nel 1995, Eriksson secondo nel 1999
La Lazio di Sarri: obiettivo secondo posto, poi la ripartenza© Getty Images
Fabrizio Patania
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ROMA - La Lazio secondo Sarri e non c’è bisogno di mescolare il sacro al profano. Si parla di calcio: Mau, piazzandosi dietro ai campioni d’Italia del Napoli, può centrare un traguardo tagliato solo tre volte in Serie A nella storia del club biancoceleste e il suo primo biennio si chiude nelle ore in cui con Lotito sta progettando il futuro. Si sono visti anche ieri a Formello: serenità, complicità, reciproche intese. Ne riparleranno tra lunedì e martedì, inizio settimana, e prima che scattino le vacanze del tecnico. Diventerà ancora di più una squadra a sua immagine e somiglianza, ha chiesto ascolto e rinforzi funzionali al suo calcio, avrà la possibilità di incidere in maniera superiore e orientare il mercato. Un anno fa, il 2 giugno, siglava il rinnovo sino al 2025. Sarri chiude al Castellani di Empoli, dove tutto era cominciato dopo la gavetta nei dilettanti, la decisione di lasciare un posto di lavoro in banca per diventare allenatore a tempo pieno e la prima stagione in Serie A, nel 2014/15, conquistata sul campo nella stagione precedente. Ci arrivava dopo le panchine con Sansovino, Sangiovannese, Pescara, Arezzo, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria e Sorrento. Il destino disegna parabole impronosticabili: l’avventura di Mau come prima guida di Lotito era iniziata, nell’agosto 2021, con una vittoria a Empoli. Ereditava la Lazio di Inzaghi: dal sesto al quinto posto e ora il secondo, da blindare negli ultimi 90 minuti. Niente Coppe, male in Europa, ma in campionato crescita progressiva di risultati, di entusiasmo, di patrimonio. Pensate alla rinascita di Cataldi, alla continuità di Felipe, all’esplosione di Zaccagni, alla conversione tattica di Luis Alberto, all’adattamento di Lazzari alla difesa a quattro, alle scelte indovinate di Provedel e Casale, al rendimento garantito da Pedro e Vecino. Sono andati via pilastri come Acerbi, Leiva, Luiz Felipe e mancava una riserva di Immobile. Nel solco del risparmio Mau ha sbagliato pochissimo, tradito solo dai consigli di De Zerbi che giurava su Marcos Antonio.

L'abbraccio dei tifosi: quanti laziali ad Empoli

Quattromila laziali raggiungeranno la Toscana per salutare Sarri e i suoi uomini: 64 mila spettatori all’Olimpico per la Cremonese valgono forse più della qualificazione Champions a tre anni di distanza dall’impresa di Inzaghi. La Lazio ha bisogno di chiudere in bellezza, non sarà facile mettere sotto l’Empoli, ma non è impossibile, anche se tutti non vedono l’ora di andare in vacanza. Tre punti garantirebbero la classifica nel caso in cui l’Inter vincesse a Torino e “sul campo”, come dice Allegri, se la Juve si imponesse a Udine senza calcolare i 10 punti di handicap. C’è un’altra ipotesi: Juric ferma Simone e la Lazio è seconda prima di giocare.

Lazio, Sarri è il tuo protagonista

Non cambierà il senso di un campionato da applausi e in cui la Lazio ha avuto poche pause, solo nell’ultimo mese per stanchezza e per lo stesso motivo verso fine ottobre, quando era vicina la sosta imposta dal Mondiale. Due derby vinti su due con Mourinho, non accadeva da undici anni. Sarri ha battuto anche la Juve e l’Inter in casa, il Napoli e l’Atalanta fuori. Nella parte iniziale della stagione, con Immobile in campo, segnava tre o quattro gol a partita. Senza Ciro, ha puntato su una difesa super e il corto muso: 20 clean sheet, roba da record. E’ un secondo posto relativo, perché non ha mai lottato per lo scudetto. Maestrelli (nel 1973) e Zoff (nel 2001) si piazzarono terzi inseguendo il titolo sino all’ultima giornata, ma dal 1929 solo tre volte la Lazio è arrivata seconda in Serie A. Nel 1937 con Piola centravanti, nel 1995 con Zeman in panchina e nel 1999, quando Eriksson e la squadra di stelle costruita da Cragnotti buttarono lo scudetto consegnandolo al Milan. Ora il popolo biancoceleste è autorizzato a chiedere e pretendere di più, sognando di vincere. Lotito non si accontenti. La Lazio secondo Sarri è una garanzia. 


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