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Serie A, Berlusconi: «Sogno un Milan fatto di giovani italiani»

Serie A, Berlusconi: «Sogno un Milan fatto di giovani italiani»
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Il presidente del club rossonero: «Fa male vedere i top club di A giocare con così tanti stranieri. Mr. Bee? Ci ha hatto una proposta importante»

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venerdì 19 febbraio 2016 20:04

MILANO - «Non si può vincere sempre, spero che il nostro ciclo di vittorie possa riprendere presto. Stiamo ricostruendo un ciclo con giocatori soprattutto italiani, il mio sogno è quello di vedere un Milan tutto tricolore. Locatelli? E’ un regista di centrocampo illuminato, mi ricorda Pirlo. E poi abbiamo Donnarumma e De Sciglio. Il giovane portiere non lascerà mai il nostro club, è sicuro. Sono convinto che farà la stessa carriera di Maldini, resterà a difendere la nostra porta per almeno 20 anni». Così Silvio Berlusconi a Premium Sport e al Tg1 alla vigilia del trentennale dell'acquisto del Milan. «Fosse per me schiererei una squadra solo di calciatori italiani e siamo sulla buona strada - ha aggiunto il presidente rossonero -. Fa male vedere spesso le big del nostro calcio giocare con tanti stranieri, anche la Nazionale ne risente».

CLASSIFICA SERIE A



«SHEVA E LO SCUDETTO DEL '99» - Il presidente racconta poi alcuni aneddoti su Shevchenko e sullo scudetto del 1999: «Shevchenko ha interpretato il calcio in modo artistico, impossibile non innamorarsi di lui. Scudetto del ’99? Chiamai Boban e gli dissi: ‘Da questo momento valgono le mie indicazioni, non quelle dell'allenatore’. Quell’anno il campionato ce lo regalò Abbiati».

«IL CAMPIONATO NON MI DIVERTE PIU'» - «Direi una bugia, se rispondessi sì a chi mi chiede se il campionato mi diverte come prima», ha detto Berlusconi. «Credo siano stati 30 anni meravigliosi, di gioie per i nostri cuori milanisti. In Sacchi - prosegue il presidente rossonero - avevo la persona giusta per fare una squadra nuova, con un gioco nuovo. La qualità maggiore di Ancelotti il buonsenso. Capello,ovvero la determinazione, molto molto determinato: anche recentemente avevo offerto a Capello di tornare al Milan ,ma lui ormai ha altri traguardi, traguardi invidiabili: vuole godersi la vita». E alla domanda se ricorda una sua frase del 2001, 'ho insegnato al Milan a giocare a calcio', la risposta è: «Questa è' da De Luca,il governatore della Campania...non me la ricordo, ma un contributo ad un calcio offensivo, ad un calcio piacevole, ad un calcio divertente penso di averlo dato certamente anch'io: soprattutto abbiamo cambiato il calcio italiano, quando arrivammo noi con il Milan di Sacchi il calcio italiano cambiò profondamente».

MR. BEE, LA TRATTATIVA NON DECOLLA



«MR. BEE, OFFERTA INTERESSANTE» - Il numero uno del club rossonero ha commentato anche la trattativa con mister Bee: «Ci ha fatto una proposta concreta e interessante. Il piano ci potrebbe garantire 100 milioni all’anno dalla Cina e dagli altri nove paesi dell’area mediorientale. È importante per noi commercializzare il marchio per competere con le altre squadre che hanno importanti risorse economiche che arrivano dal petrolio. Quale ruolo occuperebbe Bee in società in caso di ok alla trattativa? Lui si occuperebbe solo della parte relativa alla commercializzazione del brand nelle aree indicate poc’anzi. La parte sportiva resterebbe interamente nelle nostre mani», ha concluso Berlusconi.

«MARADONA E TOTTI, DUE TENTAZIONI» - Bacca «è un bravo ragazzo oltre che un cecchino spietato. A volte è fuori dal gioco, perché il Milan di oggi non pratica a fondo quel diktat di diventare padrone del campo e del gioco e questo è ciò di cui stiamo discutendo con i tecnici, ma quando arriva la palla giusta fa sempre gol», così Silvio Berlusconi loda l'attaccante colombiano senza risparmiare un'osservazione all'allenatore, Sinisa Mihajlovic. «Ibrahimovic? Ha classe e potenza: ovunque va vince, ma credo che riceverà offerte dall'America, dai Paesi arabi o dalla Cina per noi impareggiabili», ha risposto il presidente rossonero in un'intervista a Premium Sport, raccontando di aver avuto la tentazione in passato di acquistare Diego Armando Maradona: «L'ho avuta, però era diventato una bandiera del Napoli e mi imposi di non comprare le bandiere. Così come ebbi la tentazione di comprare Totti. Mentre Nesta, invece, lo comprai quando fu messo sul mercato». 

LE FRASI CELEBRI DI BERLUSCONI

«COPPA ITALIA O TERZO POSTO? TUTTI E DUE» - Fra la vittoria in Coppa Italia o il terzo posto in campionato Silvio Berlusconi non sceglie ma vuole «tutti e due». E' stato chiaro il presidente del Milan, in un'intervista a Premium Sport, in cui ha parlato anche della breve avventura di Pippo Inzaghi sulla panchina rossonera. «Gli ho dato fiducia come allenatore, ma forse non era ancora pronto: il suo Milan non riusciva a sfidare gli avversari prendendo in mano il pallino del gioco. Gliel'ho detto molte volte, ma probabilmente aveva bisogno di maturare ancora», ha detto Berlusconi e ripercorrendo i suoi 30 anni di Milan ha indicato come il ricordo più bello «la finale di Coppa Campioni a Barcellona contro lo Steaua: dopo la fantastica semifinale contro il Real il popolo rossonero si riversò a Barcellona, che diventò un'altra Milano». «Se chiudo gli occhi - ha spiegato - ancora oggi vedo le migliaia di fiammelle accese in tutto il campo, che crearono un'atmosfera di leggenda. Mentre l'addio di Van Basten è stato il momento più commuovente: Marco era il campione dell'eleganza, il suo gol contro la Russia in finale di Europeo è tra i più belli della storia del calcio. È un grande uomo, fu sfortunato perché dovette lasciare nel momento migliore della carriera. Il suo addio fu dolorosissimo».

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