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Cavani al Napoli, perché si può

Non c’è (ancora) una trattativa, ma tanti segnali eloquenti. Le parole chiare di De Laurentiis, il caldo abbraccio del San Paolo durante la gara con il Psg: non finirà qui

NAPOLI - Mettetevi comodo, anche se non avrete molto tempo: ma sta per essere lanciata una «serie» da lasciarvi senza fiato; e non vi annoierete, neanche un secondo, perché il finale, com’è giusto che sia, non è neppure lontanamente prevedibile. Tranquilli, stavolta non c’è trucco e non c’è inganno, il prologo è stato già scritto, e non resterete disorientati, come nell’estate scorsa, non ci sono fake, non s’alzeranno voci incontrollate, non esisterà un mondo virtuale e parallelo: si procederà per step, adesso così si dice, e si intuirà in fretta, certo non subito, se sia possibile arrivare là dove li porta il cuore. Perché stavolta, nel prossimo giugno, Edinson Cavani finirà per interessare al Napoli: piace già adesso - veramente pure ieri - ma può darsi che tra sette mesi esistano condizioni un tempo improbabili, anzi impossibili e ora da verificare. Non ci sono trattative, non si può e né si vuole, ma c’è un desiderio di accomodarsi lungo la riva di un mercato e attendere che accadano cose che voi uomini...

PERCHE' - Le foto le avrete viste, hanno scandito le settimane scorse, quelle nelle quali Psg-Napoli e ritorno è diventata una carrellata nelle espressioni di Cavani: si è abbracciato con De Laurentiis, e con affetto, e il cinguettio del club è servito anche per confessare uno stato d’animo e mostrare quell’affetto che pareva svanito, almeno cinque anni fa. Il resto lo ha fatto De Laurentiis, ribadendo concetti che gli sono cari, perché gli affari di cuore non possono conciliarsi con quelli del calcio: «Edi sa che per lui le porte a Napoli saranno sempre aperte. E’ chiaro che però, eventualmente, un giorno, dovrebbe ridursi lo stipendio». E però siamo alle aperture e ad una chiarezza politico-lessicale che non ha precedenti, pur nella consapevolezza di difficoltà (di carattere economiche) indiscutibili: però quello è stato un passo, a cielo aperto, per sostenere una idea forte, che va già al di là del tetto d’un club che ormai s’è spinto oltre i cento milioni complessivi d’ingaggio.

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