Napoli, quanto valgono gli ottavi di Champions

Domani con lo Sporting in coppa in palio la qualificazione, l’onore e introiti essenziali per il futuro
Napoli, quanto valgono gli ottavi di Champions© LAPRESSE
Antonio Giordano
4 min
Tagsnapoli

Per soldi e però anche per amore: e visto che il cuore e il portafogli in genere sono vicini, ci sta. Per orgoglio, perché vincere aiuta a convincersi di sé e dà una scossa all’autostima: ma pure perché la Champions League è una vetrina accecante, che scalda. Quella di domani con il Braga è una notte dolcemente perfida, nasconde in sé orizzonti insospettabili ma anche imprevedibili: di qua ci sono gli ottavi di finale e dunque la conferma di starsene al fianco dell’elite europea e di là, difficile ma mica impossibile, il terrore di ritrovarsi fuori, in una dimensione che renderebbe catastrofica una stagione divenuta terribilmente pallida con il sesto posto di ieri sera.  

Napoli, per soldi

Più che infilarsi dentro una partita, si può anche sospettare di adagiarsi all’interno di un caveau: la Champions è fierezza che fa rima con ricchezza, come si sa, e dunque scatena benessere, orienta gli investimenti sicuri, offre garanzie in un movimento ch’è costoso assai. Il Napoli ha portato già un bel po’ di soldi in cassa, se li è meritati vincendo lo scudetto e quindi guadagnando l’accesso nella sala delle slot machine: ai 15 milioni e seicentoquarantamila euro, sono stati aggiunti i sei milioni e cinquecentotrentamila euro che sono serviti anche a placare l’amarezza di Adl per aver buttato via, con il pareggio contro l’Union Berlino, poco meno di due milioni. Ma superare la fase a gironi e starsene con i sedici più forti in Champions ha un senso ed elargisce un premio di altri 9,6 milioni, quanto basta per passarsela un po’ meglio e continuare a sognare. La qualificazione significa anche altro, immaginarsi ad esempio un mondo migliore, divagare dolcemente aspettando il sorteggio e sperando che si possa credere persino di andare oltre, consapevoli della forza di una squadra che per una stagione intera ha stupito pure in Europa, con il suo calcio assai sexy. Adesso è un’altra esistenza ma a volte basta un attimo per ritrovare se stessi. E comunque, è la somma che poi fa una grossa differenza, perché è cash anche il ranking storico e il market pool può gonfiare la voce incasso (complessivo) tra i sessantaquattro e i settanta milioni di euro: per chi con il bilancio ha un doveroso rispetto è una botta di vita.

Napoli, per amore

Ma questo è il Napoli che nell’autunno scorso ha messo in fila, nell’ordine, il Liverpool, l’Ajax, i Glasgow Rangers due volte e poi di nuovo l’Ajax; questo è il Napoli che, a qualificazione e a primo posto garantito nel proprio girone, è stato battuto ad Anfield soltanto nella parte finale della gara; questo è il Napoli che ha strapazzato l’Eintracht Francoforte e poi è stato eliminato dal Milan, in due gare affrontate in piena emergenza e decise pure dagli episodi. Questo Napoli, più o meno lo stesso di dodici mesi fa, ha la personalità e i contenuti tecnici per riappropriarsi del proprio talento, per assecondare la voglia matta di De Laurentiis, talmente pronunciata da spingerlo a riconoscere ai calciatori un premio ad obiettivo. Il Napoli si gioca parecchio, praticamente tutto, in questa ora e mezza che non vale esclusivamente l’ottavo di finale di Champions ma pure la credibilità e dunque la faccia: tre sconfitte consecutive (il Real Madrid, poi l’Inter e la Juventus) hanno lasciato ferite sul corpo e pure nell’anima, ma il calendario impossibile è alle spalle e adesso ne arriva un altro, non semplice ma neppure irresistibile. Andrà attraversato con la consapevolezza della propria forza e con una leggerezza ch’è sparita: più per amore che per soldi (che comunque sono tanti e aiuterebbe e starsene meglio). 


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