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Luiz Antonio, il mediano che piace al Cagliari

E’ brasiliano, ha ventidue anni e gioca nel Flamengo: proviene dal settore giovanile del club di Rio de Janeiro. Ventinove presenze e un gol (contro l’Atletico Paranaense) nel “Brasileirao 2013”

 Stefano Chioffi

venerdì 3 gennaio 2014 23:45

ROMA - Sono lontani i tempi favolosi di Zico e Junior. Era l’inizio degli anni Ottanta, era un Flamengo che faceva ombra alla concorrenza, allenato dal trentenne Paulo Cesar Carpegiani, costretto a chiudere presto la carriera da centrocampista a causa di un grave infortunio al ginocchio. Una squadra che sapeva divertire il “Maracanà”: in difesa poteva contare su Leandro e Marinho, il centravanti era Nunes e il gioco veniva illuminato da una mezzala del valore di Adilio. Nel 1981 conquistò la Coppa Libertadores, battendo in finale i cileni del Cobreloa grazie a quattro gol di Zico, distribuiti tra la gara d’andata (2-1) e quella di ritorno (2-0). Si tolse, sempre nello stesso anno, anche la soddisfazione di vincere la Coppa Intercontinentale a Tokyo, al “National Stadium”, travolgendo il Liverpool di Bob Paisley: 3-0 (doppietta di Nunes e gol di Adilio). Una partita a senso unico di fronte a gente come Dalglish, Lee, Neal, Kennedy e Souness.

IL RICORDO - Il 1981 è stato l’anno magico del Flamengo, che non ha più alzato da allora la Coppa Libertadores e la Coppa Intercontinale. Il presente si specchia in un “Brasileirao” pieno di sofferenze, concluso al sedicesimo posto, lottando fino all’ultimo minuto per la salvezza. Trentotto partite, quarantacinque punti, quarantatré gol realizzati e quarantasei subiti. Ha rischiato grosso, custodendo un record che condivide con l’Internacional di Porto Alegre e il Cruzeiro: gli unici club a non essere mai scivolati in serie B. Una stagione molto faticosa, segnata anche dalle dimissioni - verso la fine di settembre - dell’allenatore Mano Menezes, ex ct della nazionale verdeoro. Un campionato concluso sotto la guida di Jayme de Almeida. Ansie e preoccupazioni compensate dalla gioia per la conquista della “Copa do Brasil”, vinta al “Maracanà” contro l’Atletico Paranaense: 1-1 in trasferta e 2-0 in casa con le reti di Elias e Hernane, ventisette anni, ex San Paolo e Mogi Mirim, a segno dodici volte nell’ultima edizione del “Brasileirao”.

IL MEDIANO - Un altro artista del pallone come Zico non è più nato nel Flamengo, ma al “Maracanà” hanno applaudito più avanti Romario, Bebeto e Adriano. Il club di Rio è diventato campione del Brasile cinque volte, l’ultima nel 2009, con l’ex giallorosso Andrade in panchina. Adriano fu decisivo con i suoi diciannove gol, capocannoniere del torneo insieme con Diego Tardelli, che gioca ancora nell’Atletico Mineiro. Il nuovo Flamengo, quello che si è appena salvato in campionato e ha portato a casa la “Copa do Brasil”, ha concentrato i suoi sforzi sul settore giovanile. E proprio partendo dal vivaio ha cominciato a imporsi un mediano dalle caratteristiche molto europee, forte nel pressing e nei contrasti, ma ordinato anche nella gestione e nella distribuzione del pallone: si chiama Luiz Antonio, ha ventidue anni, ha disputato trentuno gare nel “Brasileirao 2013” realizzando un gol contro l’Atletico Paranaense.

LA SERIE A - Piace al Cagliari, si è mosso Cellino, il presidente rossoblù ha chiesto informazioni su questo centrocampista di sostanza, alto un metro e 84, nato a Rio de Janeiro l’11 marzo del 1991 e lanciato nel Flamengo da Vanderlei Luxemburgo, che lo fece debuttare il 19 giugno del 2011 nel derby con il Botafogo (0-0). Luiz Antonio fu inserito all’inizio del secondo tempo al posto di Diego Mauricio. Usa soprattutto il piede destro, si fa apprezzare per la sua saggezza tattica, è rapido nei movimenti e nelle chiusure. E’ un play, prezioso il suo apporto nell’ultima stagione con Menezes e Almeida in panchina. Ha un contratto fino al 31 agosto del 2016 ed è il giocatore più interessante del Flamengo insieme con il centravanti Hernane e la mezzapunta Carlos Eduardo, classe 1987, cresciuto nel Gremio e protagonista in Bundesliga con l’Hoffenheim per tre anni (2007-10), prima di vivere un’esperienza complicata nel Rubin Kazan. Carlos Eduardo è arrivato al Flamengo nel gennaio del 2013, in prestito per diciotto mesi.  


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