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Origi, il Belgio presenta la sua nuova stella

© Ansa

Ha diciannove anni, è un centravanti, gioca in Francia nel Lilla ed è stato convocato dal ct belga Wilmots per il Mondiale al posto di Benteke, fermato da un grave infortunio al tendine d’Achille. Viene seguito dal Real Madrid, dall’Arsenal e dal Liverpool.

 Stefano Chioffi

sabato 14 giugno 2014 00:08

ROMA - Il Belgio sarà l’ultima nazionale, tra quelle più attese, a farsi scoprire: così ha deciso il sorteggio del mondiale. Chiuderà il cerchio della prima giornata della fase a gironi martedì 17 giugno a Belo Horizonte, alle ore 18, affrontando l’Algeria. E’ stata la squadra più accreditata, nei sondaggi della vigilia, a ricoprire il ruolo di sorpresa del torneo. Il suo migliore piazzamento risale al 1986: quarta in Messico, dopo aver perso la finale di consolazione nei tempi supplementari contro la Francia di Platini, Giresse e Tigana. Era il Belgio del ct Guy Thys. E già all’epoca poteva contare su alcuni giocatori di valore come il centrocampista Enzo Scifo e l’attaccante Jan Ceulemans, oltre al portiere Jean Marie Pfaff.

 

IL RINNOVO - C’è grande curiosità intorno al nuovo Belgio, che è anche al centro di una serie di affari di mercato. La federazione sostiene che il 2014 possa rivelarsi un anno magico. Non è un caso che abbia deciso di blindare il contratto del ct Marc Wilmots, che ha prolungato - nei giorni scorsi - fino al mondiale del 2018 in Russia. Un ct giovane e molto stimato: ha quarantacinque anni, è nato il 22 febbraio 1969 a Dongelberg. E’ stato un centrocampista, ha indossato le maglie del Malines, dello Standard Liegi, del Bordeaux e dello Schalke 04. E proprio in Germania, nella squadra di Gelsenkirchen, ha iniziato più avanti a fare le prime esperienze da allenatore. Ha lavorato poi al St. Truiden, in attesa di essere chiamato dai vertici della federazione belga per diventare il vice ct di Leekens e di Advocaat. E’ diventato il numero uno in panchina il 15 maggio del 2012. Un segno del destino. Era stato protagonista nel Belgio anche da giocatore: due mondiali (1998 in Francia e 2002 in Giappone e Corea), otto presenze e cinque gol. 

 

SOLO VAN BUYTEN - E’ stato Wilmots a riportare il Belgio al Mondiale dopo un’attesa lunga dodici anni. Ha contribuito a far crescere una generazione applaudita e invidiata: dal portiere Courtois ai difensori Alderweireld, Kompany e Vermaelen; dai centrocampisti Hazard, Witsel, De Bruyne, Fellaini agli attaccanti Lukaku, Mertens e Januzaj. L’ultima apparizione del Belgio risale al 2002, quando la nazionale si fermò negli ottavi di finale. Rispetto a quel gruppo è rimasto soltanto Van Buyten, che oggi ha trentasei anni e ha vinto nell’ultima stagione quattro trofei nel Bayern di Guardiola.

 

26 PUNTI SU 30 - Il nuovo Belgio si è qualificato per il mondiale con otto vittorie e due pareggi, diciotto gol realizzati e quattro subiti. Ecco il biglietto da visita della nazionale di Wilmots, che in Brasile è stato sorteggiato nel girone H con la Russia di Capello, l’Algeria e la Corea del Sud. Una squadra giovane, che ha un’età media di 24 anni. Un gruppo ricco di qualità che ha perso per infortunio (rottura del tendine d’Achille in allenamento il 3 aprile) il centravanti Christian Benteke dell’Aston Villa. Ma al suo posto, Wilmots ha tirato fuori dal mazzo una carta a sorpresa, quella di un baby che può seguire lo stesso percorso di Lukaku: si chiama Divock Origi, ha diciannove anni (come Januzaj del Manchester United), e ha realizzato cinque gol in trenta partite nell’ultimo campionato francese con la maglia del Lilla. Il giornale spagnolo “Marca” ha rivelato che sulle tracce di Origi c’è anche il Real Madrid. E’ alto un metro e 85, è nato il 18 aprile del 1995 a Oostende e ha un contratto fino al 2016. Si è fatto largo nella nazionale under 19, firmando dieci gol. Forza atletica e velocità, in area di rigore dimostra personalità. I suoi genitori hanno lasciato il Kenya per emigrare in Belgio. Origi ha cominciato la carriera nel vivaio del Genk e nel 2010, quando aveva compiuto quindici anni, ha firmato per il Lilla. Oltre al Real Madrid, viene studiato dal Liverpool e dall’Arsenal. 

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