Eliseo InMovimento con Medea

Dal 28 settembre all'8 ottobre lo spettacolo di Gianpiero Borgia ed Elena Cotugno racconta il dramma delle migrazioni e della prostituzione in uno spettacolo itinerante a bordo di un furgone
Eliseo InMovimento con Medea
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Uno spettacolo unico nel suo genere. Uno spettacolo che non è solo uno spettacolo ma una vera e propria esperienza che viviamo ogni giorno e che Gianpiero Borgia (ideatore e regista) ed Elena Cotugno (l’attrice) sperano possa scuotere il pubblico. Medea – presentato da Eliseo InMovimento dal 28 settembre all’8 ottobre - tratta di Una storia di prostituzione sulla strada nel vero senso della parola. Infatti lo spettacolo si svolge su un vecchio furgone Iveco Daily dove gli spettatori, sette alla volta, percorreranno un tratto di strada con una donna rumena, una madre, una straniera: è Medea. Questo lavoro nasce da un’idea di Gianpiero Borgia, sviluppata poi da Elena Cotugno lungo un intenso percorso di approfondimento e mesi di volontariato sul campo e vuole coinvolgere emotivamente ogni spettatore. Il tema è ovviamente quello delle migrazioni e delle donne straniere che arrivano in Italia con un sogno che presto si trasforma in incubo e si concretizza sui marciapiedi delle nostre città. Lo spettacolo che ne viene fuori si pone nel solco delle libere riscritture del mito di Medea, rivelando allo spettatore d’oggi la “tragedia dello straniero” con la forza del mito greco. Nel dettaglio si racconta la storia di una giovane donna scappata dal proprio paese, arrivata in Italia e finita a prostituirsi per amore di un uomo da cui si crede ricambiata e da cui ha due figli. 

«Abbiamo provato a leggere e a raccontare oltre la superficie – afferma Gianpiero Borgia – la storia di alcune migliaia di esseri umani, partiti dai loro paesi con un sogno che all’arrivo qui in Italia si è rivelato un incubo. Nel grande mare del tema delle migrazioni, abbiamo messo a fuoco il fenomeno che riguarda quelle donne straniere, sconosciute eppure in qualche modo famigliari come elementi dell’arredo urbano cui siamo abituati, che popolano le nostre strade. Donne partite alla ricerca di una vita migliore e invece ritrovatesi nel racket della schiavitù della prostituzione».

 


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