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Un libro su calcio e filosofia, e i Mondiali delle Cenerentole
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Un libro su calcio e filosofia, e i Mondiali delle Cenerentole

Calcio e filosofia, così lontani e così... vicini. E poi il Mondiale delle squadre che non lo vinceranno mai

Questo libro parla (anche) dei punti di contatto tra Jurgen Klopp e Martin Heidegger, il filosofo di “Essere e tempo”, e di Zinedine Zidane, di cui alcune caratteristiche («la severità e la durezza del suo volto») sarebbero secondo l’autore un omaggio molto… tardivo al ritratto di Papa Innocenzo X che il pittore spagnolo Diego Velàzquez dipinse nel XVII secolo. Il lettore medio non si deve però spaventare, questo libro è accessibile a chiunque abbia un po’ curiosità e voglia di farsi coinvolgere in discorsi paralleli al gioco del calcio ma assolutamente affascinanti e divertenti. Critchley è direttore del dipartimento di Filosofia alla New School for Social Research di New York ma è soprattutto un grande appassionato di calcio e super tifoso del Liverpool, che continua a seguire quotidianamente malgrado la distanza che ormai lo separa dal Merseyside. In questo libro ha voluto dimostrare come le due discipline non siano poi così lontane, avvicinando Sartre a Mourinho, Ranieri a Nietzsche, non nascondendo i mali e le brutture di questo sport ma - disquisendo di dramma e stupidità, di arte e intelligenza - cercando di scorgere il ruolo sempre più importante del pallone nella coscienza collettiva, teorizzando il Socialismo del calcio e il fine ultimo di una partita: non la vittoria o la sconfitta, ma la ricerca dello stato di grazia.
A COSA PENSIAMO QUANDO PENSIAMO AL CALCIO, di Simon Critchley; Einaudi Stile Libero, 168 pagine, 14 euro.

(di Furio Zara) Chi ha vinto i Mondiali del 1982? L’Italia. E quelli del 2014? La Germania. E nel 1958 chi trionfò? Il Brasile. Sappiamo tutto, dei vincitori. Vita, opere e miracoli. Meno conosciamo degli intrusi alla festa. Le cenerentole, i vinti: così li chiama Matteo Bruschetta nei suoi due libri dedicati ai Mondiali. Vite prese di striscio, toccate e fughe, momenti di gloria che sono durati un attimo. Poi è calato il sipario. E buonanotte a tutti. Ma qualcosa è rimasto, in quel grande mare che è la nostra memoria collettiva. Qualcosa di prezioso, che vale la pena conservare. Quel che rimane è una galleria di piccoli eroi della pedata che hanno contribuito - con il loro carico di umanità - a rendere la storia dei Mondiali il più grande romanzo sportivo che esista. Che ne sappiamo del Togo che nel 2006 - ai Mondiali di Germania - diede vita ad uno sciopero collettivo con i giocatori che passarono più tempo a discutere di premi che ad allenarsi? Poco. Qualcuno si ricorda di quello che capitò all’Iraq nel 1986? Non vediamo molte mani alzate. Eppure: c’erano anche loro, alla grande festa del Mondiale. E i libri di Bruschetta vi prenderanno per mano e vi accompagneranno lungo un sentiero tutto da scoprire. La leggenda di Mauricio Pipo Rodriguez, Robert Italo Lenarduzzi detto Bob, figlio di emigranti, il dribbling sbagliato di Ahmed Rahdi Amaiesh, l’incredibile vita di uno zingaro felice, il giramondo nato Velibor Milutinovic, che tutti noi impareremo a conoscere come Bora. Indie Orientali, Zaire, El Salvador, Canada, Iraq, Bolivia, Cina, Togo, Trinidad & Tobago e tante altre storie che brillano di luce propria. Cenerentole ai Mondiali. i Mondiali dei vinti. Tutti invitati alla festa, senza la scarpina giusta ma con il biglietto in mano. Per poter dire un giorno: c’ero anch’io, c’eravamo anche noi. Innamorarsi delle Cenerentole che Bruschetta racconta con penna agile e competenza è davvero un attimo. Permette un ballo, signorina? Prego, balliamo.
CENERENTOLA AI MONDIALI, di Matteo Bruschetta, ed.www. footballnotballet.com, 173 pagine, 14,99 euro
I MONDIALI DEI VINTI, di Matteo Bruschetta, ed.www. footballnotballet.com, 159 pagine, 14,99 euro

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