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Yamaha MT-10 SP: la naked che tiene il passo delle SBK

Yamaha MT-10 SP: la naked che tiene il passo delle SBK

La MT-10 deriva dalla YZF-R1. La versione SP è la sorella della YZF-R1M. Prestazioni al vertice della categoria, tanto carattere e un comfort che sorprende.

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dal nostro inviato Riccardo Piergentili

venerdì 3 marzo 2017 09:59

CAPE TOWN - Il design, caratterizzato da forme indefinite e da tanta bella meccanica a vista, fa discutere. Le prestazioni sono impressionanti ma a misura degli uomini coraggiosi. Il livello di comfort assicurato ha dell’incredibile ed è senza dubbio uno dei più alti della categoria hypernaked e non solo. La MT-10 è un prodotto che ruota intorno ad una guidabilità (eccezionale) e a un carattere (da purosangue ben addestrato) che non ci si aspetterebbe da una moto dall’aspetto a dir poco minaccioso. La MT-10 SP sposta più in alto l’asticella del gusto e il limite che si può raggiungere in pista, perché su strada, spingere al massimo una MT-10 SP è un’impresa impossibile o riservata a coloro che vogliono trasformare la patente in coriandoli. 

PURO GODIMENTO - In sella alla MT-10 SP non serve esagerare per divertirsi e questo è uno dei suoi tanti pregi. Costruire una moto performante è relativamente semplice; renderla adatta a molti è un obiettivo ben più difficile da raggiungere. Yamaha ci è riuscita, per merito di un quattro cilindri in linea a scoppi irregolari che rappresenta l’anello di congiunzione tra i tricilindrici e i quadricilindrici in linea. Il propulsore che la Casa di Iwata sigla CP4 è puro godimento, perché ha un’erogazione fluida, un pazzesco tiro ai medi regimi, un allungo che soddisfa e, finalmente, una risposta al gas pronta ma non brusca. Inoltre, tutti questi ingredienti sono conditi da un sound rauco, inconfondibile, che ricorda il rombo di un propulsore da corsa. Una meraviglia.

UN PO’ HYPER, UN PO’ TOURING - Tra le hypernaked, la MT-10 SP è quella che offre il più alto livello di comfort e per questo motivo la quadricilindrica Yamaha è l’anello di congiunzione tra il segmento delle street fighter e quello delle crossover con cerchi di 17”. La taratura molto rigida delle sospensioni della versione SP sacrifica un po’ la versatilità della moto per enfatizzare la guidabilità. Quando l’asfalto è in perfette condizioni, la nuova hypernaked Yamaha mette in mostra delle doti dinamiche eccezionali. Sullo sconnesso, invece, la forcella e l’ammortizzatore non sempre riescono a “digerire” tutte le malformazioni del manto stradale, innescando delle micro vibrazioni, alla lunga un po’ fastidiose. D’altronde la versione SP è pensata anche per l’utilizzo in pista.

POSIZIONE DI GUIDA DA LODE - La Casa di Iwata ha pensato anche a coloro che utilizzano la moto solo su strada, sviluppando un touring kit che viene offerto insieme alla MT-10 (definita Tourer Edition), equipaggiata con sospensioni più adatte all’uso su strada. Questa versione va riempire un vuoto nella gamma Yamaha, che in questo momento avrebbe bisogno di una Tracer 1000. La MT-10 dotata del touring kit, anche per merito di una posizione di guida (la stessa della MT-10 SP) che consente di instaurare un eccellente feeling con il veicolo preservando il comfort, non ha nulla da invidiare alle crossover con i cerchi di 17”. Volendo essere pignoli, manca un pizzico di protezione aerodinamica e un po’ di capacità di carico, però la più GT delle MT-10 è un’ottima compagna per il turismo a corto e medio raggio. 

SP O TOURER EDITION? - La MT-10 SP, che costa 16.190 euro franco concessionario, ha due esclusive, ovvero la strumentazione a colori e le sospensioni semi attive della Öhlins, che a differenza della versione supersportiva (YZF-R1) non sono abbinate alla piattaforma inerziale ma conservano la struttura dei riding mode (ce ne sono quattro), con i quali si possono cambiare rapidamente (ma non in movimento) il livello d'intervento del traction control, la mappatura della centralina e la taratura di forcella e ammortizztore. La MT-10 Tourer Edition, che costa 14.690 euro, invece, ha il cruscotto in bianco e nero e le sospensioni meccaniche. Su entrambe le versioni debuttano le nuove mappature della centralina, messe a punto per rendere l'erogazione meno brusca durante la prima fase di apertura dell'acceleratore.

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