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Porsche, 24 Ore per costruire il futuro elettrico

Porsche, 24 Ore per costruire il futuro elettrico

Dalla vittoria della 919 Hybrid alla 24 Ore di Le Mans alla prima sportiva elettrica di Stoccarda nel 2019. Il d.g. Innocenti: “Stiamo investendo un miliardo di euro per l’elettrico”

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 Francesco Colla

mercoledì 21 giugno 2017 11:36

LE MANS - “A partire dalla 918 Spyder in poi c'è stato un grandissimo trasferimento tra ciò che sviluppiamo nel motorsport e quello che portiamo su una vettura di serie”. Pensieri e parole di Pietro Innocenti, direttore generale Porsche Italia, all'alba del trionfo numero 19 delle vetture di Weissach alla 24 Ore di Le Mans.

“Abbiamo la terza generazione di ibrido sulla Panamera e stiamo sviluppando l'elettrica Mission E; il regolamento del WEC va in questa direzione e per noi significa capitalizzare gli investimenti”. Magniloquenti proclami da veterano del marketing? Non nel caso di Porsche. O meglio: Porsche è uno dei rari marchi automobilistici per cui l'esperienza maturata in pista è inscindibile dai modelli stradali. E' così da sempre, dagli anni '50, con la doppia ignizione e il cambio 5 marce, o in epoca più recente con la trazione integrale o il cambio a doppia frizione. O basti pensare all'ibrido, ormai elemento assodato nella famiglia Porsche, e innovazione di origine “corsara”: nel 2010 scese in pista la prima 911 GT3 con motore elettrico sull'asse anteriore, tre anni dopo la succitata 918 Spyder. Medesimo anno, non certo un caso, in cui la prima 919 Hybrid uscì dai cancelli di Weissach per i primi test in vista del grande “come back” Porsche alla 24 Ore di Le Mans. Il palcoscenico preferito del marchio di Stoccarda.

Torniamo a Innocenti e all'abbacinante candore dell'hospitality, dove si incontrano star come Patrick Dempsey e Maria Sharapova o leggende come Jacky Ickx e Derek Bell. Tutti accomunati da passaporto Porsche. “Lo sforzo dell'azienda non è concentrato solo sul motorsport ma anche sulle vetture di serie – sottolinea il manager -. Stiamo investendo 1 miliardo di euro per realizzare una fabbrica dentro la fabbrica di Zuffenhausen, per la produzione della Mission E. Arriverà nel 2019 e questo tipo di tecnologia verrà trasferito anche su altri modelli”. Un miliardo di euro di investimento non sono una facciata, rappresentano una discesa in campo in forze.

Il banco di prova della Mission E, nome non definitivo del progetto J1, è ovviamente il Mondiale Endurance. La 919 Hybrid è equipaggiata con un 4 cilindri turbo 2.0 litri da 500 cavalli, il motore termico più efficiente nella storia Porsche, abbinato a un sistema di recupero dell'energia cinetica e a uno di recupera il calore generato dai gas di scarico. Entrambi sviluppano una potenza complessiva di oltre 400 cv, portando il totale a 900 cavalli circa. La versione stradale della concept sarà puramente elettrica ed erediterà dalla 919 Hybrid la tecnologia a 800 Volt per la gestione della ricarica delle batterie di ultima generazione. Questo permette di generare una tensione di corrente elevatissima che ricarica le batterie all’80% in appena 15 minuti, sufficienti per ben 400 km di marcia.

E qui potrebbe porsi, specialmente in Italia, il problema legato alle infrastrutture, ossia alla rete di punti per la ricarica veloce.L'Europa non è ancora pronta – prosegue Innocenti -  e senza le infrastrutture non si va da nessuna parte. Per questo abbiamo creato un consorzio assieme ad Audi, Bmw, Daimler, Ford e Volkswagen per creare una rete di ricarica europea, installando colonnine ogni 200 km per dare tranquillità ai nostri clienti. In Italia al momento sono previste 44 stazioni ad alte prestazioni; stiamo facendo valutazioni affinché vengano collocate nei posti gusti, ossia dove i nostri clienti viaggeranno maggiormente”.

Mission E, qualunque sarà il nome e la veste definitiva, andrà “a sostituire un modello della gamma attuale”, creando di fatto un nuovo mercato, quello delle gran turismo green. E verosimilmente sarà poi affiancata da uno sport utility completamente elettrico, progetto al quale già lavorano alacremente Audi e Jaguar. Innocenti annuisce non confermando: Si andrà anche nella direzione Suv ma è prematuro, prima vogliamo concentrarci su questa vettura, che rimarrà comunque fedele alla tradizione di eccellenza del marchio”.  

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