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Opel Astra, per camuffarla si usa la pellicola dei cellulari

Il marchio tedesco da oltre 30 anni è maestro nei camuffamenti dei propri prototipi. L'ultimo mascheramento utilizza la pellicola riflettente degli smartphone. 

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 Francesco Colla

giovedì 28 maggio 2015 10:10

La camaleontica arte del trasformismo automobilistico è in continua evoluzione e la recente diffusione di smartphone e tablet ha costretto le Case a fare i salti mortali per nascondere da occhi (obiettivi) indiscreti i propri prototipi. Pensateci: dieci anni fa solo una piccola percentuale dei telefoni mobile era dotata di fotocamera, ora qualsiasi dispositivo ne ha una. E sul web è un proliferare di foto spia di nuovi modelli "paparazzati" su strada durante i test di routine. La soluzione potrebbe essere "inscatolare" le auto per nascondere completamente la carrozzeria, ma questo inficerebbe i test, così tutti i marchi si sono dovuti ingegnare per difendere i propri segreti. 

Tra i maestri del settore c'è Opel, che da oltre 30 anni maschera i prototipi con tecniche all'avanguardia. Ultima in ordine di tempo la nuova Astra, di cui a breve verranno diffuse le prime immagini ufficiale in attesa dell'anteprima mondiale al Salone di Francoforte 2015. L’ultimo strumento nelle mani della squadra responsabile del camuffamento è la pellicola bianca e nera ‘Cube’: se Andreas Kubis, esperto di mimetizzazione, avesse potuto fare di testa sua, la nuova Astra sarebbe stata nascosta per intero. Però i prototipi della compatta Opel possono essere modificati solo fino a un certo punto, affinché ingegneri e piloti possano comunque ottenere risultati realistici durante i test, che risultino utili per i successivi veicoli di produzione. Inoltre, l’ispettore della sicurezza del TÜV deve ovviamente autorizzare il veicolo camuffato prima che possa circolare sulle strade. Alcune soluzioni diventano così più semplici da accettare per Kubis, i fari per esempio. “Gli indicatori di direzione devono essere visibili di lato,” spiega Kubis. Comunque il profilo preciso dei gruppi ottici dovrebbe restare celato, dato che si tratta di uno dei fattori di riconoscimento della vettura, e uno stilema tipico di ogni Opel.

Dal 2012 Kubis, dirigente tecnico certificato, cerca (riuscendoci) di essere sempre un passo più avanti dei fotografi. La pellicola ‘Cube’ ha un effetto tridimensionale, che ha già scoraggiato i curiosi durante la fase di sviluppo di Corsa, e rende incerti i profili di nuova Astra, confondendo così gli osservatori. Sono necessari tra 60 e 70 strati di pellicola per nascondere completamente una vettura compatta come nuova Opel Astra. La pellicola resiste ai danneggiamenti da pietrisco, alla temperatura e ai raggi UV. Temperature da -40 a +80 gradi Celsius non costituiscono un problema. Dopo tutto, i piloti che hanno effettuato i test ad Arjeplog in Svezia settentrionale devono potersi fidare del camuffamento anche in condizioni climatiche estreme.

Per la prima volta, gli esperti hanno utilizzato un’ulteriore pellicola speciale che consente di nascondere la strumentazione, la console centrale e il sistema di infotainment del prototipo della nuovissima Astra. “Il materiale è quello utilizzato per i laptop e i telefoni cellulari e impedisce di vedere lateralmente i contenuti dello schermo,” spiega Kubis. Segmenti in plastica e schiuma simulano la forma degli strumenti, mentre la pellicola è in grado di sfidare perfino gli zoom più potenti. Ma a volte la soluzione più semplice per nascondersi è mettersi in mostra: la nuova Adama S con i cerchi specifici e lo spoiler aveva rappresentato un vero rompicapo per Kubis e il suo team. “Non volevamo che il prototipo attirasse ulteriormente l’attenzione. Per questo motivo abbiamo deciso di non mascherarla, ma l’abbiamo fatta sembrare una vettura usata per la formazione. La scritta ‘Formazione piloti’ e alcune strisce sportive gialle e nere sono riuscite nell’intento, facendo perdere interesse ai paparazzi." 

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