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Alfa Romeo Giulia: italiana vera

Alfa Romeo Giulia: italiana vera

Presentata ad Arese la nuova berlina sportiva del Biscione pensata e realizzata interamente in Italia: c’è anche il motore da 510 cv

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dal nostro inviato Pasquale Di Santillo

mercoledì 24 giugno 2015 20:09

Unica, bellissima, semplicemente Alfa Romeo: se doveva aspettare tanto per rinascere così bene, l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, allora benedetta sia l’attesa. Alla fine l’hanno chiamata Giulia la nuova nata del Biscione che ha pure rinnovato il simbolo, conservandone però gli stilemi del passato. Ed ha proprio l’aria di avere forma e sostanza ideali per tornare protagonista nei mercati di tutto il mondo. E’ vero che al nuovissimo Museo di Arese, inaugurato per l’occasione nel giorno del 105° compleanno della Casa del Portello hanno fatto vedere solo il top di gamma, il supermodello versione Quadrifoglio, quello con il V6 benzina con due turbocompressori ingegnerizzato da mamma Ferrari che arriva a 100 km/h in 3"9. Ma le forme, quelle ragazzi sono proprio degne del passato e della tradizione Alfa Romeo. E se le alternative saranno davvero come sembra il 2 litri turbo-benzina da 180, 250 o 350 cv e il diesel 2.2 Multijet II da 200 cv che ha appena debuttato sulla Jeep Cherokee, “alfizzato” con un incremento di potenza e infine un turbodiesel V6 della VM da 340 Cv, allora davvero tutti i mercati potrebbero brindare al ritorno della mitica Alfa Romeo.


   
RINASCIMENTO - C’era un bel parterre ad assistere alla rinascita di un marchio che ha fatto, prima di tutti, sicuramente prima di molti, la storia dell’automobilismo. Da Graziano Delrio, Ministro dei Trasporti ad Andrea Agnelli presidente della Juventus, John Elkann, presidente FCA e Angelo Sticchi Damiani, n.1 ACI. Emozioni e brividi a rivedere immagini del passato, sottolineate dall’a.d. Harald Wester: «Alfa Romeo è il brand di riferimento per gli appassionati di auto sportive nel mondo. La nostra missione, quella di Alfa Romeo, è mettere il guidatore al centro, una rivoluzione mentale, oltre che tecnica.  Queste auto premium di oggi così perfette, fredde e tutte uguali sono progettate per isolarti dal mondo. L’Alfa invece vuole regalare emozioni. Per tornare davvero a guidare, a sentire la strada. L’obiettivo è quello di creare un "rinascimento" del brand» e in tempo reale sul gigantesco display alle sue spalle passa prima l’‘uomo vitriuviano di Leonardo e poi l'immagine del quadro rinascimentale di Leon Battista Alberti, la “Citta ideale”.
 
BOCELLI INCANTA - Così, dopo le descrizioni tecniche del design da parte di Lorenzo Ramacciotti, il papà dello stile della nuova Giulia  («La Giulia ha linee dinamiche e pulite, rappresenta il meglio del design italiano e incarna perfettamente la tradizione del brand, Ci siamo basati sul senso delle proporzioni, sulla semplicità e sulla qualità delle superfici evidenziate dalla luce, scavate, scolpite. Mentre il logo è stato ridisegnato conservando gli stilemi leggendari».) e dei motori, Krief, ecco la sorpresa non annunciata. Sul palco viene accompagnato Andrea Bocelli che confessa il suo amore per l’Alfa Romeo, la macchina del papà, alla quale dedica una poesia per poi intonare la Turandot di Puccini con l’aria “Nessun dorma”. E al “Vincerò” che incanta la platea dei 400 giornalisti compare finalmente lei, l’Alfa Romeo Giulia, rigorosamente Rossa in tutta la sua bellezza. Con quel cuore, sempre Rosso, il cui audio fa vibrare tutta la sala.


    
INVESTIMENTO - A chiudere la presentazione, ovviamente Sergio Marchionne, a.d. di tutto il Gruppo FCA: «Questa giornata è la conclusione di un lungo progetto di sviluppo gestito in maniera silenziosa a cui abbiamo dedicato parecchie energie. E’ il primo giorno di una nuova era, Alfa Romeo diventerà una bandiera dello stile e dello spirito italiano. L’abbiamo trascurata lasciandola a competere con i costruttori generalisti, ma adesso si cambia. E non è solo un progetto di business: l’Alfa aveva un senso di incompiutezza che gridava vendetta. Abbiamo sentito il dovere morale di farla rinascere. La realtà è che Fiat prima non avrebbe avuto i numeri per realizzare il rilancio dell'Alfa Romeo: per mancanza di fondi, di capacità tecniche e di un importante sistema di distribuzione. Tre elementi che abbiamo ottenuto grazie alla fusione con Chrysler e la nascita di Fca. Il rilancio dell’Alfa Romeo è uno dei progetti più importanti della mia carriera, sul quale abbiamo investito oltre 5 miliardi di euro per lanciare un piano prodotti aggressivo, di cui la Giulia è solo l'inizio. Seguiranno altri sette modelli e nel 2018 vorremmo arrivare a 400mila unità vendute, quasi sei volte in più rispetto allo scorso anno quando erano 68mila. Così, prima del 2018 torneranno tutti dalla cassa integrazione a Mirafiori». E poi ammette: «Alfa Romeo è così diversa da tutti e da tutto. Abbiamo studiato dai trionfi del passato ma anche nostri errori e dai nostri fallimenti e in questo modo abbiamo potuto ricostruire il marchio dal suo Dna»
L’ultimo pensiero del’a.d. è per gli uomini e le donne che stanno contribuendo a realizzare Giulia e la rinascita Alfa, compresi quei 700 ingegneri sparsi negli anonimi capannoni del modenese. Per Marchionne sono come gli “skunk works”, gli ingegneri americani della Lockeed che realizzarono a tempo di record un caccia a reazione decisivo per la vittoria nella seconda Guerra Mondiale.

La nuova Giulia sfiderà Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes-Benz Classe C

LA SFIDA - Tornando ai numeri, si tratta di obiettivi noti, annunciati nel maggio del 2014 a Detroit, quando Marchionne ufficializzò il piano industriale. Ma servono per ribadire la sfida alle premium tedesche Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C («Qualcuno ci dovrà provare a sfidarli» ha detto spesso l’a.d.) . E a dimostrazione dei rapporti idilliaci tra Marchionne e Zetsche, n.1 Daimler con grande fair play Mercedes ha fatto un tweet da applausi “Finalmente torniamo a correre insieme, bentornata Alfa Romeo Giulia” con una foto d’epoca ai tempi dei duelli Alfa-Mercedes.
   
PRODUZIONE - La Giulia verrà prodotta a Cassino, mentre l’altro stabilimento sarà quello di Mirafiori. Dove nascerà anche il SUV di grandi dimensioni del Biscione e la nuova ammiraglia. Infine si parla di un modello Alfa anche per Pomigliano. Nel frattempo, godiamoci Giulia: l’ideale per il Rinascimento Alfa Romeo.

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