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Vanquish Zagato, Aston Martin cala il poker

Vanquish Zagato, Aston Martin cala il poker


Il marchio britannico ha presentato la Speedster e la Shhoting Brake realizzate in collaborazione con il celebre carrozziere milanese 

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 Francesco Colla

giovedì 17 agosto 2017 12:16

ROMA – Una carrozzeria divenuta atelier e tuttora gestita dagli eredi del fondatore. Ugo Zagato, classe 1890, iniziò a realizzare carrozzerie nel 1919, trasferendo tecniche aeronautiche sulle prime Alfa Romeo della Scuderia Ferrari.

Oggi il marchio milanese è uno dei più prestigiosi brand di sartoria del mondo autombilistico, da anni legato ad Aston Martin. Che in California, nella cornice del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, ha presentato le Vanquish Zagato Speedster e Shooting Brake, ultimi due assi di un poker iniziato nel 2016 con la Coupé, seguita dalla Volante. Due modelli estremamente rari: solo 99 le unità previste, di cui 28 della scoperta Speedster. Tutti, quasi superfluo dirlo, già venduti. 

La base meccanica di entrambe le versioni è la Vanquish S, apice della gamma Aston Martin, da cui ereditano il motore V12 di 6.0 litri da 600 cavalli abbinato al cambio automatico 8 rapporti Touchtronic III. Capace di spingere la gran turismo da 0 a 100 km/h in soli 3,5 secondi

Sia la Speedster che la Shooting Brake vantano personalità distinte e ben riconoscibili. La prima è una scoperta senza compromessi, la seconda presenta il classico profilo da shooting brake e uno scenografico tetto in cristallo per illuminare l’abitacolo. Al pari delle delle altre appartenenti alla famiglia Vanquish Zagato anche la Speedster e la Shotting Brake hanno carrozzerie realizzate con pannelli in fibra di carbonio. 

 

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