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Gas di scarico auto testati su esseri umani: per tutelare lavoratori

Gas di scarico auto testati su esseri umani: per tutelare lavoratori

Una società di ricerca di proprietà Bmw, Daimler e Volkswagen ha condotto "un breve studio di inalazione con ossido d'azoto su persone sane"

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lunedì 29 gennaio 2018 13:31

ROMA - La stampa tedesca lancia nuovamente gravi accuse nei confronti di alcuni fra i maggiori produttori di auto del Paese. Come riporta l'Ansa, Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung, sostengono che alcuni test riguardanti i gas di scarico delle automobili diesel prodotte dai colossi tedeschi, non sarebbero stati effettuati solo su scimmie, ma anche sull'uomo. Cioè su cavie umane. Come poi confermato dall'università di Aquisgrana, dove sono stati condotti gli studi.

Lo scorso 25 gennaio il New York Times aveva denunciato il caso di test condotti da Volkswagen nel 2014 su scimmie negli Stati Uniti. A ciò ora si aggiungono queste nuove indiscrezioni: secondo i media, la Società di Ricerca europea per l'Ambiente e la Salute nei Trasporti (Eugt), fondata da Bmw, Daimler e Volkswagen, avrebbe promosso "un breve studio di inalazione con ossido d'azoto su persone sane".

"Venticinque persone sono state sottoposte a dei controlli presso la clinica universitaria di Aquisgrana dopo che avevano respirato, per diverse ore, e in diverse concentrazioni, dell'ossido d'azoto", scrive la Sueddeutsche Zeitung. Stando al rapporto della stessa società di ricerca  che ha promosso gli esperimenti, e che viene citato dal giornale, non sarebbero stati rilevati effetti sui volontari dall'emissione del gas.

Stephan Weil, presidente della Bassa Sassonia, il Land che rappresenta uno dei grandi azionisti di Volkswagen, chiede di fare subito "piena chiarezza". Già sabato, a proposito degli esperimenti condotti sulle scimmie, Weil aveva affermato che si tratta di procedure "assurde e nauseanti", e questo, ha spiegato in uno statement, vale ovviamente a maggiore ragione se i test sono stati fatti su persone. Weil ha affermato che va chiarito anche lo scopo: se i test non fossero stati promossi per tutelare i lavoratori in fabbrica, ma a scopi di marketing e per le vendite, "non trovo nessuna giustificazione accettabile per procedure del genere".

Il gruppo automobilistico Daimler ha immediatamente chiarito la propria posizione. L’EUGT - si legge in una nota ufficiale - è stato fondato nel 2007 da diverse aziende del settore automotive, con lo scopo di operare ricerche nell’ambito della tossicologia, l’allergologia, l’epidemiologia e la medicina dell’ambiente. Tutti i lavori di ricerca commissionati all'EUGT sono stati accompagnati e verificati da un comitato consultivo composto da scienziati di rinomate università e istituti di ricerca - dalla selezione alla presentazione dei risultati. Lo studio in oggetto è stato commissionato su raccomandazione del comitato consultivo per la ricerca EUGT.
 
Alla luce di quanto premesso, ci teniamo a fare immediata chiarezza sulla posizione del Gruppo Daimler, ribadendo la nostra posizione in merito a quanto emerso. Ci dissociamo espressamente dagli studi e dall'EUGT. Siamo sconvolti dalla natura e dalla portata degli studi e dalla loro attuazione. Condanniamo gli esperimenti nel modo più assoluto. L'approccio di EUGT contraddice i nostri valori ed i nostri principi etici. Anche se Daimler non ha avuto influenza sulla progettazione dello studio, abbiamo avviato un'indagine approfondita sulla questione.

Anche Bmw aveva preso le distanze, sabato scorso, dalle pagine di Bild: "Il Bmw Group non conduce studi su animali e non ha preso parte a questa sperimentazione. Per questo motivo non siano in grado di dare informazioni su tema in oggetto". Volkswagen aveva invece chiesto scusa affermando che gli esperimenti sulle scimmie fossero stati un "errore di valutazione di alcuni".

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato attraverso il portavoce Steffen Seibert: "L'indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile. Questi test sugli animali e perfino sugli uomini non trovano alcuna giustificazione sul piano etico. L'industria dell'auto dovrebbe limitare le emissioni, non testarne l'innocuità".

Il policlinico universitario RWTH di Aquisgrana, dove si sono svolti gli studi, ha diffuso una nota, in cui si legge che "non hanno avuto nulla a che fare col dieselgate", e neppure coi test sulle scimmie. A motivare la ricerca, riporta l'Ansa, la tutela dei lavoratori nelle fabbriche. I soggetti volontari sono stati esposti a concentrazione di diossido di azoto pari a 0,01, 0,5 e 1,5 parti per milioni (ppm) (un livello inferiore rispetto all'habitat delle fabbriche). Dopo quattro settimane in ognuno dei partecipanti sono state misurate funzionalità polmonari, segnali d'infiammazione nel sangue, in secrezioni nasali, saliva e respiro. E nessuno è rimasto danneggiato, secondo i ricercatori dell'università. Per l'Oms il diossido d'azoto provoca effetti sulla salute se inalato a livelli superiori a 2 ppm.

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