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FCA, l’obiettivo è il 2022 ma si parte in salita
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FCA, l’obiettivo è il 2022 ma si parte in salita

Consegne e ricavi in aumento ma l’utile netto fa segnare un -35%

Gli obiettivi per il 2022 lasciati in eredità da Sergio Marchionne restano scolpiti nella pietra come i comandamenti di Mosè, ma l’impatto con la realtà dei numeri per Mike Manley, nuovo a.d. del Gruppo FCA, è più duro del previsto. Ieri al suo debutto con la trimestrale incassa l’ufficializzazione dell’azzeramento del debito, consegne in aumento del 6% (1,3 milioni di vetture), ricavi al +4% (29 miliardi di euro), ma poi va a scontrarsi con un -35% dell’utile netto (754 milioni contro l’1,15 miliardi di un anno prima) che lo costringe a rivedere i target 2018, con i ricavi che da una previsione di 125 miliardi scendono a 115-118 e la liquidità industriale da 4 a 3 miliardi: «Non cambiano gli obiettivi al 2022 perché sono fattibili e ragionevoli, anche Marchionne era consapevole che le prospettive per quest’anno sarebbero state da rivedere». E in una lettera ai dipendenti Manley aggiunge: «Il modo migliore per rendere omaggio a Sergio è continuare a fare quello che facciamo e cercare di farlo sempre meglio. Tagliare i target del 2018 non è una decisione facile ma considerando performance, previsioni e incertezza del contesto economico, riteniamo che sia la cosa giusta e responsabile da fare. Siamo certi che saremo in grado di recuperare questo scostamento nel corso del piano quinquennale».

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