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FCA, per Manley si apre la partita sindacale 
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FCA, per Manley si apre la partita sindacale 

Le sigle italiane aspettano per settembre la distribuzione della produzione dei nuovi modelli nei singoli stabilimenti

Le incognite del dopo Marchionne (insieme con le dimissioni del responsabile dell’Europa, Alfredo Altavilla) si sommano alle fluttuazioni delle Borse che ieri hanno fatto bruciare alla galassia FCA quattro miliardi di valore. A Milano (FCA -15,55%, Exor -3,49%, Ferrari -2,19%,  Cnh -0,27%), come a Wall Street FCA (-11,10%).
Tutto prevedibile. Ora c’è da capire quali saranno le intenzioni di John Elkann, che ha trasferito su stesso molte delle deleghe che aveva Sergio Marchionne. Di fatto, l’erede della famiglia Agnelli ha diviso in cinque il potere che l’uomo con il maglione scuro sintetizzava da solo. Ma la scelta di insediare tre manager inglesi nei tre posti chiave del gruppo, al netto della nomina del nuovo responsabile per l’Europa, fa intuire che la dimensione internazionale del Gruppo è una scelta irreversibile.
E in attesa di ipotetici acquirenti o alleati, ci sarà da verificare la capacità di dialogo e mediazione di Manley con i sindacati italiani,  che aspettano per settembre la distribuzione della produzione dei nuovi modelli nei singoli stabilimenti. E dall’altra il peso politico e contrattuale per consentire l’affermazione di FCA in Cina, esattamente come riuscì a Marchionne in America.

 

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