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Ferrari, l'ultimo regalo di Marchionne: la trimestrale è da record
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Ferrari, l'ultimo regalo di Marchionne: la trimestrale è da record

L'utile netto è pari a 160 milioni di euro, consegnate 2.463 unità. Il nuovo Ceo Camilleri: "A settembre sveleremo i nostri target ambiziosi e faremo di tutto per raggiungerli" 

I sentimenti e i numeri. La Ferrari presenta i conti della Trimestrale, positivi, senza dimenticarsi di ricordare prima il suo presidente Sergio Marchionne, scomparso da una settimana.

"Sergio Marchionne era un caro amico, un uomo di immenso talento, con una mente brillante". E' il ricordo di Louis Camilleri, amministratore delegato di Ferrari, in apertura della conference call sui risultati del secondo trimestre 2018. "E’ un momento difficile ed emozionante - ha spiegato Camilleri che ha riconosciuto a Marchionne - grande energia, un cuore generoso e una formidabile leadership. Ero legato a lui da un profondo e reciproco rispetto. A settembre sveleremo i nostri target ambiziosi e faremo di tutto per raggiungerli".

E sulla Borsa dove ieri a Milano il titolo di Maranello è crollato, perdendo l’8,3% del valore delle azioni, Camilleri ha chiosato: "Capisco l'effetto sulle azioni per lo choc della scomparsa improvvisa di Sergio ma i target sono quelli. Sergio e io condividiamo le stesse ambizioni per l'azienda, abbiamo solo un diverso stile. Ci aspettiamo un futuro molto luminoso in Cina e crediamo che il nostro business continuerà a crescere".

L’ultimo “regalo” del manager con il maglione scuro è ”un’altra trimestrale record". L'utile netto è pari a 160 milioni di euro, +18,1% rispetto all'analogo periodo 2017. L'ebitda adjusted del trimestre è pari a 290 milioni di euro, +7%, con un margine che si colloca al 31,9%. L'ebit adjusted del semestre invece è pari a 217 milioni (+7,5%), in crescita per i maggiori volumi (12 milioni di euro), ottenuti grazie alla 812 Superfast e alle famiglie 488 e GTC4Lusso, a cui si aggiungono le prime consegne della Ferrari Portofino.

I sono ricavi netti pari a 906 milioni di euro, in calo di pochi milioni, ma in aumento del +1,4% a cambi costanti. Le consegne totali sono pari a 2.463 unità, in aumento di 131 unità (+5,6%). Questo risultato - spiega la casa di Maranello nella sua nota - è stato trainato da un aumento del 22,6% delle vendite dei modelli a 12 cilindri (812 Superfast) mentre i modelli a 8 cilindri sono aumentati dell'1,0%. 

La regione Emea ha registrato un aumento del 7,2% con una ripresa nel Medio Oriente, le Americhe del 6,6%. Cina, Hong Kong e Taiwan, su base aggregata, sono cresciuti del 26,4% mentre il resto dell'Apac ha registrato una flessione di alcune unità a causa della Ferrari Portofino, lanciata di recente e non ancora arrivata sul mercato. L'indebitamento industriale netto della Ferrari al 30 giugno 2018 è pari a 472 milioni di euro, dopo il riacquisto di azioni proprie per 30 milioni e il pagamento dei dividendi per 136 milioni (inclusi 2 milioni di dividendi alla partecipazione di minoranza), sostanzialmente in linea con i 473 milioni al 31 dicembre 2017

Numeri in base ai quali, la Casa di Maranello conferma l'outlook per il 2018 e cioè consegne oltre 9.000 unità incluse le supercar, ricavi netti maggiori di 3,4 miliardi di euro, ebitd adjusted maggiore o uguale a 1,1 miliardi, indebitamento industriale netto inferiore a 400 milioni inclusa una distribuzione dei dividendi ai possessori di azioni ordinarie e esclusi potenziali riacquisti di azioni. Spese in conto capitale pari a 550 milioni. 

Infine, la Ferrari terrà il 17 e 18 settembre il Capital Markets Day. Il management illustrerà "i piani e le iniziative in atto per raggiungere gli obiettivi di medio termine al 2022, annunciati in precedenza dalla società".

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