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Renault Scenic dCi 130 CV, la prova – stile e dinamismo

Renault Scenic dCi 130 CV, la prova – stile e dinamismo

La monovolume francese punta tutto sullo stile e su una guida dinamica. Ecco come va la 1.6 dCi da 131 CV

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 Alessandro Vai

lunedì 19 dicembre 2016 16:57

La generazione originale della Scenic fu la prima nel suo genere, così come lo era stata la Espace dodici anni prima: monovolume entrambe ma con target diversi. Nel 2003 arrivò la seconda generazione, anche a 7 posti e nel 2009 la terza, concorrente in un mercato ormai agguerrito e sterminato. Così con la quarta reincarnazione Renault prova ancora a sparigliare le carte dal punto di vista dello stile. All’interno si ritrova il sistema di infotainment francese di ultima generazione, con il tablet disposto in verticale, mentre sotto il cofano del modello protagonista della nostra prova c’è il 1.6 dCi da 131 CV abbinato al cambio manuale a 6 marce.

Scheda

Dimensioni: lung. 441 cm - alt. 165 cm – larg. 187 cm

Motore: 1.598 cc – 131 CV – 320 Nm

Prestazioni: V.max 190 km/h – 0/100 km/h in 11,4 s

Consumi ed emissioni: 24,4 km/L (ciclo misto) – 116 g/km CO2

Prezzo: 30.750 euro

La prima Scenic del 1996 è stata una rivoluzione in termini di spazio, nel senso di quello a bordo rapportato alle dimensioni esterne dell’auto. Oggi, venti anni dopo, la quarta Scenic vuole essere rivoluzionaria per il design. Il parabrezza è uno dei più inclinati mai visti su un’auto di serie (supercar escluse) mentre i cerchi in lega possono essere solo e soltanto da 20 pollici. Lo stile ne guadagna e gli pneumatici mantengono lo stesso costo di quelli da 18 pollici di tante concorrenti. Lo spazio a bordo, invece, stavolta è un po’ sacrificato, così Renault ha provato a compensare la diminuzione di volumetria con soluzioni intelligenti e spettacolari, come il mobiletto centrale che può traslare dai posti anteriori a quelli posteriori, scorrendo su un binario. Il bagagliaio, dal canto suo, ne ha risentito di meno visto che ha almeno 472 litri di capienza utile anche se con una soglia di accesso piuttosto altina.

Che questa scelta filosofica piaccia o meno, la realtà è innegabile: la Scenic piace e fa girare le teste. Anche al volante le soddisfazioni non mancano, nonostante una massa piuttosto importante che supera quella della Megane di circa 150 kg. Se il gruppo motore/cambio è un classico della gamma Renault, così come le sospensioni hanno la stessa geometria degli altri modelli sviluppati sulla piattaforma modulare CMF, la messa a punto della Scenic è peculiare. Le grandi ruote digeriscono benissimo sconnessioni, buche, dossi e quant’altro e la leggera inerzia che restituiscono sullo sterzo non è fastidiosa ma caratteristica. La conclusione è che la monovolume francese tiene molto bene la strada ma la sua stabilità è più vicina a quella “giocherellona” delle Renault Sport che a quella “seria e sicura” di una Megane Sporter. Evidentemente a Parigi hanno deciso di rendere coerente lo stile di guida con quello della carrozzeria, creando un’auto dinamica sotto diversi punti di vista. 

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