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Hyundai Ioniq Hybrid, sguardo al futuro: la prova

Hyundai Ioniq Hybrid, sguardo al futuro: la prova

E' la prima auto al mondo disponibile con tre motorizzazioni elettrificate. Noi abbiamo provato quella ibrida "semplice".

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 Alessandro Vai

giovedì 17 agosto 2017 10:44

ROMA - Nella lunga e complessa storia dell’auto la Hyundai Ioniq prenderà il suo posto con un piccolo record, quello di essere la prima vettura di serie disponibile con tre motorizzazioni elettrificate: ibrida, ibrida plug-in e 100% elettrica. Una scelta che trova le sue ragioni d’essere più nel campo del marketing che in quello squisitamente tecnico: il messaggio, forte e chiaro, è che Hyundai è impegnata nella sostenibilità ambientale dell’automobile. Tenendo a mente queste premesse inizio la prova della Ioniq HEV, cioè quella ibrida, l’unica senza presa di ricarica e anche quella più fruttabile nella vita di tutti i giorni, come qualsiasi altra vettura benzina o diesel.

STILE - Le considerazioni sullo stile, come al solito, sono squisitamente personali ma è impossibile non parlare della carrozzeria due volumi e mezzo in stile Toyota Prius, una scelta dettata dalla ricerca del Cx più favorevole (è molto basso, 0,24). Ma a parte questo, la Ioniq ha un design originale, ben inserito nel resto della gamma e immediatamente riconoscibile. Osservando gli interni, poi, si intuisce che le priorità di progettazione sono andate al mercato americano: i grandi spazi per i portabottiglie, la leva del cambio massiccia, il climatizzatore potentissimo e la regolazione a scatti dei sedili sono segnali inconfondibili.

DOTAZIONE - La dotazione, nella versione Styile, è completissima. C’è tutto e anche di più, come il raffreddamento dei sedili in pelle, che è un vero toccasana in estate, o la piastra wireless per ricaricare lo smartphone che è una comodità di quelle che una volta provate è difficile tornare indietro. Il posto guida è comodo, con una giusta ergonomia e ampiamente regolabile, ma se si sfrutta tutta la regolazione longitudinale dietro è praticamente impossibile sedersi. Il bagagliaio, infine, è capiente (443 litri) sebbene la presenza delle batterie lo renda poco profondo e molto sviluppato in lunghezza.

AL VOLANTE - Capitolo guida. La Ioniq si rivela piacevole e parsimoniosa, con un consumo medio nell’ordine dei 17/18 km con un litro. Le capacità di spunto e di ripresa sono buone a patto che la batteria sia carica. La gestione elettronica la mantiene sempre intorno alla metà, cosicché il supporto del motore elettrico non manca quasi mai. La Ioniq ibrida ha sofferto solo una volta durante una lunga salita autostradale, perché una volta esaurita tutta la carica della batteria, c’era solo il 1.6 a benzina da 105 CV a spingere e l’auto faticava a mantenere la velocità codice.

ELETTRONICA - Si tratta, in ogni caso, di una situazione piuttosto rara. Ottimo, invece, il funzionamento del cambio doppia frizione a 6 rapporti che può anche essere usato in modalità Sport; mancano le palette al volante ma non se ne sente la mancanza. Un piccolo appunto, infine, per il cruise control adattivo che si è dimostrato fin troppo reattivo durante le curve autostradali, dove spesso frenava senza motivo perché inquadrava l’auto nella corsia più esterna, ma anche nel riprendere la velocità dopo un rallentamento, tanto che spesso la Ioniq arrivava troppo forte alla velocità pre-impostata e doveva frenare. Niente che non si possa risolvere con un affinamento del software.

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