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Rio2016: Montano "Su vicenda Russia mancanza di coraggio Cio"

Rio2016: Montano

Stoccata dello sciabolatore livornese : "Esistono due pesi e due misure"

 

giovedì 11 agosto 2016 15:39


RIO DE JANEIRO (BRASILE) (ITALPRESS) - "Finisce cosi' e fa male". Il giorno dopo, se possibile, brucia ancora di piu'. Aldo Montano, eliminato ieri negli ottavi di finale della prova individuale di sciabola dal russo Nikolaj Kovalev, mette in valigia tanta delusione per un'Olimpiade che, a pochi mesi dall'operazione alla spalla, non ha saputo donargli un altro podio dopo l'oro conquistato ad Atene2004. "Un'operazione a quattro mesi dall'Olimpiade e so io quanto e' stata dura rimettersi in piedi e lottare contro il tempo e contro se stessi - scrive il 37enne livornese sulla sua pagina ufficiale di Facebook - Una strada difficile ed in salita piu' di quanto mi sarei aspettato. Non mi sono mai perso d'animo e ho lottato mettendoci anima e cuore. Volevo regalarmi un sogno ma non ce l'ho fatta, volevo regalarlo a me stesso, a tutti quelli che hanno lottato con me ogni giorno e all'Italia. Volevo regalarlo anche chi, nei "palazzi", nei mesi che hanno preceduto quest'Olimpiade, ha finto di dimenticarsi tante cose, perche' e' stato piu' facile cosi'...". Montano torna con la mente alla sconfitta con Kovalev, segnata da due botte 'girate' dall'arbitro rumeno Florea. Ennesima dimostrazione di una 'sudditanza' verso gli atleti russi ed il presidente della Fie, il magnate Usmanov. Federazione internazionale chiamata a decidere, cosi' come stabilito dal Cio, in merito ai singoli atleti russi dopo la vicenda del doping di stato denunciata dal 'rapporto McLaren'. "Avrei tanti sassolini da togliermi, non ultimo un arbitro che platealmente mi ha negato due stoccate... La potenza della Russia e' innegabile, ma anche qui esistono due pesi e due misure e nemmeno il Cio ha avuto il coraggio di prendere posizioni nette sulla faccenda doping". Malgrado tutto, conclude Montano, "torno in Italia triste ma sereno perche' ho dato il massimo e con me tutti quelli che hanno lottato per portarmi a Rio. Non avremo il rimorso di non averci creduto fino alla fine. Questa e' l'unica cosa che mi rende sereno. Questo, insieme ad aver visto sbocciare tanti giovani campioni che spero capiscano che non finisce tutto con una medaglia. Quello e' solo un inizio, un ottimo inizio".
(ITALPRESS).

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