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Fivb, che figuraccia con gli orari della World League a Rio

Fivb, che figuraccia con gli orari della World League a Rio

Diretta tv della seconda partita in mega ritardo, media in difficoltà, pubblico disorientato. La Federazione Internazionale ha calcolato che ogni partita durasse 90 minuti, la metà di quanto accaduto nella realtà. Accadrà anche all'Olimpiade 2016?

 Leandro De Sanctis

sabato 18 luglio 2015 16:20

ROMA - Non è la prima volta che la Fivb incorre in una gaffe del genere, ma a Rio de Janeiro, ad un anno dall’Olimpiade la cosa appare molto grave e dovrebbe costituire fonte di notevole imbarazzo per ogni singolo membro del Board che ha avallato lo scellerato programma orario della Final Six della World League. Come hanno avuto modo di constatare gli appassionati che hanno cercato di seguire le dirette tv dal Brasile, su RaiSport, le due partite giocate dall’Italia non sono affatto iniziate alle ore 22, come da annuncio e da programma.
    La ragione è semplice: la Fivb ha collocato le due gare della giornata con un intervallo di sole due ore. Forse nemmeno se le due partite d’apertura di fossero concluse con rapidi 3-0, e comunque solo in quel caso, con quel punteggio, la seconda gara del programma avrebbe potuto avere inizio all’orario previsto. C’è da sapere che il regolamento della Fivb prevede che la gara successiva non possa iniziare meno di trenta minuti dopo he l’altra si è conclusa, per consentire il riscaldamento in campo. Quella mezzora in cui i giocatori sparano sciacciate senza muro che mettono a repentaglio pc, occhiali, occhi, collo, di tutti coloro che hanno avuto il loro posto a bordo campo, sui due lati corti del campo.
    In campo internazionale, in finali del livello che si presume debba avere una World League, è invece facile che anche un 3-1 possa durare più di due ore e che quando si arriva al tie-break, la durata sfora avvicinando addirittura le due ore e mezza o anche più di gioco. Da quando Ruben Acosta non è più presidente della Federazione Internazionale, sembra che tutti i progressi, a volte anche discussi, tutte le novità regolamentari tese a comprimere la durata del gioco, piano piano si annullino, ripostando la situazione nel punto critico che aveva fremato l’espansione della pallavolo. L’eccessiva durata delle partite, l’impossibilità di avere orari precisi. Problematiche da cui derivavano le difficoltà di avere dirette televisive e ampi spazi mediatici.
     Inizialmente, con il Rally Point System che aveva abolito il cambio palla e portato a da 15 a 25 i punti necessari per vincere un set aveva prodotto benefici. Poi pian piano le partite si sono di nuovo allungate. Per i time out tecnici che si sono aggiunti a quelli discrezionali. Per il Challenge, ovvero la verifica video richiesta dalle squadre per azioni contestate, che gli arbitri incaricati usano impiegando troppo tempo per valutare, creando lunghe attese e spezzettando il ritmo di gioco. L’aspetto negativo è anche anche la prossima settimana, nella fase finale del Grand Prix di volley femminile, ad Omaha negli Usa, è stato compilato un orario con gare alle 15 e alle 17 ora locale del Nebraska. Ma soprattutto che la Fivb non si sia posta il problema.

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