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Volley: La Challenge Cup la alza Verona

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© Cev

La squadra di Giani replica il sucesso al tie break dell'andata espungando il campo del Fakel Novy Urengoy 2-3 (20-25; 25-18; 20-25; 25-21; 6-15) e può dare libero sfogo alla gioia per il trionfo nella competizione europea

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domenica 3 aprile 2016 17:17

VERONA- La Calzedonia Verona conquista la Challenge Cup 2015/2016, risultato storico per il club scaligero e di grandissimo valore per tutta la pallavolo italiana. Alla sua prima partecipazione europea, la formazione di Giani mette in bacheca il primo trofeo continentale con il piglio della grande squadra. Il trionfo è arrivato al termine di una vera battaglia sul campo dei russi del Fakel Novy Urengoy, match che è terminato come all’andata, ovvero con il successo al tie break.

La Calzedonia Verona scende in campo con la formazione tipo: Baranowicz al palleggio, Starovic opposto, Sander e Kovacevic schiacciatori, Anzani e Zingel al centro e Pesaresi libero.
Formazione tipo anche per il Fakel Urengoy che propone la stessa formazione schierata a Verona.

Inizio di primo set equilibrato con molti errori al servizio in casa Calzedonia. Sander, con un muro, mette a segno il primo break gialloblù della gara (6-7) ma Verona ne subisce subito uno con il turno al servizio di Likhosherstov che consegna il primo ace alla formazione di casa (8-7). Il set continua ad essere caratterizzato da continui capovolgimenti nel punteggio; Verona recupera due volte lo svantaggio e Anzani, a muro, firma il 12 a 13. Il fondamentale è decisivo anche qualche azione più tardi, questa volta con il punto di Zingel, a consegnare un nuovo vantaggio ai gialloblù (16-17). Il doppio ace di Starovic porta la Calzedonia sul 17 a 20 e il set si spacca. La Calzedonia accelera e vince il primo 20 a 25 grazie alla prestazione super in attacco e a muro.

La Calzedonia deve recuperare subito un break di svantaggio nel secondo parziale. Ci pensa Sander, con un muro su Tiurin a mettere in parità il punteggio sul 3 a 3. Il Fakel allunga vicino al primo time out tecnico. Il muro su Kovacevic vale il 9 a 6, poi i russi continuano imperterriti con un attacco che non conosce ostacoli. La Calzedonia fatica nel fondamentale e alla seconda sospensione tecnica si arriva sul 16 a 9. La Calzedonia paga il 35% fina in attacco mentre l’Urengoy, oltre al 67% nello stesso fondamentale, fa leva anche sui cinque muri punto. Finisce 25 a 18.

Starovic conquista il suo terzo ace personale in apertura di terzo set, portando Verona sul 2 a 4. L’opposto serbo si fa murare da Kliuka per il pareggio momentaneo (4-4) e la gara torna ad essere equilibrata. Le due squadre giocano con grande intensità, replicando punto su punto alle azioni avversarie. La Calzedonia scivola sul -1 dopo un servizio errato di Starovic e dopo l’out di Zingel (11-12); con lo stesso divario si arriva al time out tecnico ma al rientro in campo arriva il break della Calzedonia. Zingel a muro e Starovic mettono giù due palloni importantissimi portando i gialloblù sul 17 a 19. Sul turno al servizio di Sander arrivano altri due punti consecutivi di Zingel: Verona vola sul 17 a 21. La Calzedonia conferma il proprio gioco e vince 20 a 25.

Il muro del Fakel fa la differenza ad inizio del quarto parziale. Tre dei primi cinque punti della formazione russa sono conquistati con questo fondamentale (5-3). Il divario rimane pressoché immutato per più di metà parziale e al secondo time out tecnico il punteggio è di 16 a 13. Giani opera due cambi: entrano Spirito e Gitto per Baranowicz e compagni. Al rientro in campo l’ace di Iakovlev manda i russi sul +4 (17-13) poi Zingel mette giù altri due punti consecutivi e la Calzedonia dimezza lo svantaggio (17-15). Kovacevic non chiude l’attacco, Kliuka si e il Fakel torna avanti di quattro punti sul 21 a 17. Giani chiama time out e al rientro in campo Kovacevic e Gitto a muro rimettono il set in discussione (21-19). La Calzedonia non recupera, si chiude con l’ace di Iakovlev sul 25 a 21.

Starovic e Kovacevic aprono il tie break. L’out di Tiurin manda la Calzedonia sullo 0 a 3. I gialloblù confermano il vantaggio sul 3 a 6 con il primo tempo di Anzani poi Baranowicz mette giù l’ace del 3 a 7. Anzani mura Vlasov per l’8 a 3. Poi il resto è storia. Il muro di Zingel fa iniziare la festa gialloblù.

Oltre mille persone hanno assiepato gli spalti del PalaOlimpia per seguire il match sul maxischermo. A fare il tifo per Anzani e compagni, in mezzo a tanti tifosi, anche il Sindaco della città Flavio Tosi

IL TABELLINO-

FAKEL NOVY URENGOY - CALZEDONIA VERONA 2-3 (20-25, 25-18, 20-25, 25-21, 6-15)

FAKEL NOVY URENGOY : Vlasov 12, Likhosherstov 1, Kolodinskiy 5, Shipotko, Iakovlev 8, Tiurin 15, Shishkin (L), Volkov 21, Bezrukov, Tokhtash, Kliuka 17. Non entrati Bogdan. All. Chutchev.

CALZEDONIA VERONA : Zingel 14, Kovacevic 17, Pesaresi (L), Gitto 1, Lecat, Spirito, Baranowicz 3, Starovic 16, Bellei, Sander 20, Anzani 10. Non entrati Bucko. All. Giani.

ARBITRI: Bagde Ali - Isajlovic Sinisa.

NOTE - Spettatori 710, durata set: 23', 24', 24', 27', 12'; tot: 0'.

Fakel NOVY URENGOY : Battute errate 17, Ace 4. Calzedonia VERONA : Battute errate 13, Ace 6.

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