Conte, Max e Mau: Juve da nove titoli
Per raccontare i nove anni che hanno fatto la storia della Juve e appartengono di diritto alla storia del calcio, bisogna dare i numeri, così schiacciante è stata la supremazia bianconera nelle epiche stagioni tappezzate di tricolore. Riassumibili con il terno, non giocabile al Lotto, 9-810-3282, alias 9 scudetti, 810 punti, 3.282 giorni da campioni d’Italia. Da Conte allenatore dei primi tre titoli della serie (2012-2013- 2014) a Conte, allenatore dell’Inter che spezza la serie, la Signora si è fatta il lifting, ha avuto tre piloti (Conte, Allegri e Sarri), che le hanno cambiato i connotati senza mai deflettere dall’input bonipertiano (“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”). Talmente imperativo da essere cucito sulle maglie della stagione 2013-14. Sebbene, in realtà, trattasi di una traduzione incongrua e incompleta della frase pronunciata da Henry Russell “Red” Sanders (1905-1958), giocatore e allenatore di football universitario americano, capo allenatore alla Vanderbilt University e all’Università della California, in Los Angeles. A lui si attribuiscono queste parole: “Winning isn’t everything, it’s the only thing the will to win”, “Vincere non è importante, l’unica cosa che conta è la voglia di vincere”. Nell’un caso e nell’altro, la Juve degli anni ruggenti ha realizzato una crasi perfetta poiché ha fatto il vuoto. La classifica cumulativa del Novennio è impressionante: 810 i punti conquistati, 130 in più rispetto ai 680 del Napoli, 231 in più di Inter e Milan, entrambe ferme a 579. Fra i partenopei e le milanesi si sono inserite la Roma (653 punti, 157 in meno dei sabaudi) e la Lazio (581 punti, -229). Il Napoli merita una menzione speciale perché è stato l’unico club a non scendere mai sotto i 60 punti nelle nove stagioni della dittatura bianconera, scandita dalla sistematica capacità di andare sempre oltre quota 80.
STAGIONE 2011-12. Dopo due settimi posti consecutivi, nel 2011 Marotta chiama Conte il quale ingaggia un duello serrato con il Milan allegriano che il 25 febbraio 2012, nello scontro diretto, paga dazio alla clamorosa svista arbitrale sul gol fantasma di Muntari. La Juve copre il percorso netto: 84 punti in 38 partite senza sconfitte, +4 sul Milan, +20 sull’Udinese, +22 sulla Lazio, +23 sul Napoli.
STAGIONE 2012-13. Implacabile, Antonio concede il bis lanciando la squadra al galoppo: campione d’inverno per la seconda volta di fila, la Juve diventa campione d’Italia addirittura con tre giornate d’anticipo. Miglior difesa (24 gol subiti), terzo attacco (71 gol, rispetto ai 73 del Napoli), +9 sui partenopei, + 15 sul Milan, +17 sulla Fiorentina, +21 sull’Udinese. Disastro Inter: nona a quota 54, a -33 dai trionfatori.
STAGIONE 2013-14. Conte raggiunge lo zenit: campione d’inverno, 19 vittorie casalinghe, 33 su 38 totali, trampolino di lancio per il record assoluto: 102 punti. Onore alla Roma che stabilisce il suo primato di punti (85), ma di più non può fare. Lontani anni luce il Napoli (-24), la Fiorentina (-37), l’Inter (-42), il Parma (-44).
STAGIONE 2014-15. Si parte sotto una cattiva stella: Conte non vuole più pranzare al ristorante juventino, se ne va sbattendo la porta, portando con sé anche le Supercoppe 2012 e 2013. Marotta chiama Allegri, il cui arrivo è salutato da lanci di uova e insulti. Max fa spallucce e pigia subito sull’acceleratore: campione d’inverno e poi ricampione d’Italia con 87 punti, +17 sulla Roma seconda, scudetto aritmetico con 4 giornate d’anticipo. Sprofondo Inter (ottava a -32) e ancora più sprofondo Milan (decimo a -35). Lazio terza, Napoli quinto. Già che c’è, Allegri vince anche la Coppa Italia, la prima di un poker da record (2015-2016-2017-2018) che diventerà pokerissimo nel secondo ciclo del Grande Livornese (2024), peraltro l’unico trofeo che la Juve potrà esibire nel triennio 2021-2024.
STAGIONE 2015-16. Pronti, via Tevez, ecco Dybala e Mandzukic. Si parte male, con due sconfitte su due, ma Zaza batte il Napoli allo Stadium, dopodiché il quinto scudetto di fila arriva a tre giornate dalla fine. Cambia l’avversario, è il Napoli di Sarri, non muta il finale del copione: Juve campione a quota 91, a +9 sul Napoli, +11 sulla Roma. Male, di nuovo, l’Inter che non riesce a rimettersi in carreggiata (quarta a -24); malissimo il Milan (-34). Allegri alza anche la prima delle sue due Supercoppe bianconere (la seconda arriverà nel 2018).
STAGIONE 2016-17. L’estate è incandescente sull’asse Torino-Napoli. Marotta piazza il colpo Higuain, mettendo sul piatto la cifra record di 90 milioni per portare in bianconero il supercannoniere, fresco del primato assoluto di marcature (36), un gol in più del mitologico Nordahl. Immobile eguaglierà l’argentino nel 2020. Allegri totalizza di nuovo 91 punti, però, stavolta la lotta è più dura perché la Roma non molla e s’arrende solo alla fine, dopo aver inanellato 87 punti, nuovo record assoluto giallorosso dall’introduzione dei 3 punti a partita. Il Napoli paga dazio all’infortunio di Milik. Intanto, Milan e Inter continuano a beccheggiare: rossoneri sesti a 28 punti dai campioni, nerazzurri settimi a -29. E l’Atalanta di Gasperini co mincia la sua ascesa: finisce quarta e si qualifica per l’Europa League.
STAGIONE 2017-18. La rivalità con il Na poli diventa sempre più accesa, tanto che i partenopei chiudono il girone d’andata da campioni d’inverno e quando, a quat tro giornate dalla fine, Sarri passa a To rino, un solo punto lo divide da Allegri. Ma, dietro l’angolo, c’è la sconfitta di Fi renze che catapulta la Juve verso il setti mo scudetto consecutivo, incurante anche di 91 punti record dei napoletani, sopravanza ti di quattro lunghezze dai rivali. Attacco prolifico (86 gol); miglior difesa (24), differenza reti +62: i bianconeri macinano gioco e risultati, infliggen do distacchi abissali dalla terza in giù: +18 sulla Roma, +23 sull’Inter e sulla Lazio, +31 sul Milan. Signora da record
STAGIONE 2018-19. In Serie A irrompe Cristano Ronaldo e non ce n’è per nessuno. La Juve è de vastante: campione d’inverno con record di punti nel girone d’andata, scudetto con 5 giornate d’an ticipo (un altro primato del Novennio). CR7 segna 21 gol e trascina letteralmente la squadra. La pau ra che incute agli avversari fa 90, come i punti fi nali, +11 sul Napoli di Ancelotti, +21 sull’Atalan ta (che conquista il primo dei tre terzi posti con secutivi dell’Era Gasp ed entra in Champions Lea gue) e sull’Inter; +22 sul Milan; +24 sulla Roma.
STAGIONE 2019-20. L’ultima delle nove perle vie ne allineata al tempo della pandemia, degli sta di chiusi, della grande avanzata laziale sino allo scoppio del Covid che cambia tutto. Allegri se n’è andato, in panchina è arrivato Sarri e, stavolta, contrariamente a precedenti abitudini, la Juve si laurea campione “soltanto” a due giornate dal la fine con l’Inter che le arriva a un’incollatura. Nella memoria collettiva, a causa delle restrizio ni pandemiche, rimarrà l’immagine della squa dra che festeggia il titolo in solitudine, con Sar ri convitato di pietra, quasi presentisse il burra scoso epilogo della sua avventura, datato 7 ago sto 2020. A Torino, il Lione elimina la Juve negli ottavi di finale della Champions e Maurizio vie ne esonerato. Sipario sui nove anni di gloria, co mincia il quinquennio sull’ottovolante.

