Malagò: "Vogliamo un Ministero dello Sport permanente"

Il presidente del Coni lancia la proposta, appoggiato dalla Vezzali che sottolinea: "Italia quintultima per pratica sportiva in Europa"
Malagò: "Vogliamo un Ministero dello Sport permanente"© Ansa

ROMA - Il Coni scende in campo per l'istituzione per legge del Ministero dello Sport: "Il consiglio nazionale del Coni propone l'istituzione permamente di un Ministero dello Sport - sono le parole di un documento letto dal presidente del Coni Giovanni Malagò durante il consiglio nazionale al Foro Italico - anche sul modello di altri Paesi europei, che si occupi direttamente delle politiche pubbliche per la diffusione della pratica sportiva in Italia, attraverso la scuola e l'intervento del comparto sanitario e per risolvere le storiche problematiche dell'impiantistica. Nello stesso tempo lo sport, di base e di vertice, deve essere interamente affidato al Coni e alle sue articolazioni territoriali, in stretta sinergia con gli organismi sportivi". 

Vezzali: "Italia in ritardo nella pratica sportiva"

Sulla stessa lunghezza d'onda di Malagò è l'ex olimpionica Valentina Vezzali, attualmente membro del governo Draghi come sottosegretario allo Sport: "Bisogna prendere in considerazione tutte le istanze, ascoltare Coni, Cip e discipline sportive ed enti di promozione sportiva. La rìforma del 2018 ha portato importanti innovazioni al sistema sportivo, l'autorità politica in materia di sport deve occuparsi della promozione dello sport, siamo al quint'ultimo posto nella pratica sportiva in Europa. Le politiche sportive devono essere una priorità del governo. Lo sport è una materia molto importante, che ha una particolare attenzione del premier Draghi, sensibile a questa tematica. Intendo portare più persone alla pratica sportiva utilizzando le risorse del Pnrr, gli eventi sportivi a partire da Milano-Cortina e lavorando su importanti riforme, sul lavoro, sulla sospensione del decreto dignità e la tematica della pirateria. Bisogna rimboccarsi le maniche".

Vezzali e il ruolo di Sport e Salute

"I risultati ottenuti a Tokyo lo dimostrano, la riforma del 2018 ha esaltato il ruolo del Coni - continua Vezzali - c'e' tanto da fare e io mi aspetto tanto dal Comitato olimpico nazionale. Conosco benissimo la posizione di alcuni di voi su Sport e Salute. Ho chiesto un cambio di passo fin dall'inizio. Sport e Salute deve avere un ruolo di supporto. La scelta di Diego Nepi nel ruolo di direttore generale vuole andare nella direzione di una svolta per una società attiva, percepita come un plus per lo sport italiano. Abbiamo il dovere di convogliare, non sprecare. Conosco la perplessità che molti di voi mi hanno illustrato sui punti di riferimento, ma si tratta di una percezione figlia di un pregiudizio. Se i ruoli sono ben distribuiti e ognuno rispetta l'altro, si può lavorare bene. Ruoli e compiti tra Coni, Sport e Salute e autorità governativa sono ben definiti: non può esserci sovrapposizione". Quanto al documento nel quale il Consiglio Nazionale chiede l'istituzione di un ministero dello Sport ha aggiunto: "Credo sia importante parlarsi ed essere costruttivi, vogliamo il bene per lo sport italiano".

Cozzoli ringrazia Vezzali

Vito Cozzoli, preisdente di Sport e Salute, commenta con sollievo le parole della Vezzali: "Siamo sempre stati aperti al dialogo, non abbiamo mai cercato sovrapposizioni nello spirito della legge di riforma del 2018. Le parole della sottosegretaria sono importanti. Rendono giustizia al ruolo che Sport e Salute ha svolto dal momento della sua nascita. Portando nuovi progetti al sistema sportivo di base pur in un periodo di grande sofferenza. Tenendo in piedi il movimento con l'impegno dovuto e gigantesco del bonus ai collaboratori sportivi. Distribuendo equamente 871 milioni agli organismi sportivi. Introducendo nuovi servizi e rilanciando in maniera diversa e più efficace quelli già in opera. Basti pensare al Piano per la scuola primaria, con un investimento storico, mai realizzato prima d'ora. Solo così riusciremo ad affrontare e risolvere la pesante eredità che abbiamo trovato: essere il quinto paese più sedentario d'Europa".

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