© ANSA Furlani, l'intervista: «Mi ispiro a Sinner. Tokyo? Sono qui con ottimi propositi»
Dici Tokyo, dici Mondiali 1991 e puoi anche non dire altro. Come per magia comparirà la battaglia Mike Powell contro Carl Lewis. Salto in lungo, in quel caso nell’iperspazio. Quella sera, il primo sconfitto fu Newton e la “sua” forza di gravità. Il secondo sconfitto fu Carl Lewis, proprio mentre Powell decideva di scendere sulla terra a 8 metri e 95 centimetri dall’asse di battuta: ancora oggi record del mondo. «Emozioni forti - sintetizza giustamente Mattia Furlani - È la cima della storia del mio sport. Una battaglia simile non penso che la rivivremo più. Io, sebbene non fossi ancora nato, invece la rivedo spesso perché quel gesto incredibile mi è di insegnamento per affinare la mia tecnica. Mi ha dato tanto».
Furlani, l'allievo
E quindi, come dire, Mattia Furlani ha “studiato i classici” per farsi trovare pronto all’esame Tokyo 2025. A Casa Atletica Italiana risponde alle stesse domande della collega e amica Larissa Iapichino e, nel mentre, caso vuole che l’Athletic Integrity Unit comunichi che lo stesso Mike Powell, oggi 61 anni e allenatore, è stato sospeso per “questioni di sicurezza” da tutte le attività di World Athletics. Senza aggiungere altro. Il mondo continua a girare e la qualificazione per la finale maschile di mercoledì del salto in lungo resta prevista per lunedì alle 12.40 italiane. «Un momento importantissimo - lo definisce il ventenne reatino nato però ai Castelli - nonché una fase di studio fondamentale. E poi un momento in cui si cerca di risparmiare il più possibile energie, centrare al più presto la misura».
