Jacobs, bentornato: tutti i retroscena su come è tornato il più veloce d'Europa
ROMA - «Con Jacobs avete ritrovato un grande campione, a Birmingham farete grandi cose con una squadra ricca di punte». Ha commentato nella notte del Golden Gala il presidente di World Athletics, Seb Coe, incantato dai tre successi azzurri nella prima tappa europea della Diamond League. Il ritorno di Marcel Jacobs ad un crono di eccellenza (9”99) giovedì sera davanti a 30.000 tifosi è una buona notizia in vista degli Europei di Birmingham tra poco più di due mesi, quando il bicampione olimpico di Tokyo 2021 rincorrerà la terza corona continentale sui 100. Lo è anche per la 4x100 azzurra azzoppata dagli infortuni e ancora a caccia del pass per i Mondiali del prossimo anno a Pechino, ma che ora potrà contare sul suo leader: con i prossimi rientri di Tortu e Patta, si può guardare con ottimismo anche al bis europeo in Inghilterra. Vediamo perché.
"C'è tanto da lavorare, ma la strada è quella giusta"
Dal punto di vista tecnico-emotivo, Marcell può mettersi alle spalle la poco felice esperienza statunitense che lo aveva messo completamente all’angolo la passata stagione. Prima sedotto dal guru Rana Raider e poi abbandonato al proprio destino in Florida. Poi la svolta a inizio anno con la decisione di tornare in Italia e riabbracciare il suo coach di sempre Paolo Camossi. La prima uscita dell’anno a Savona con un 10”01 favorito dal vento era stato il segno che la cura Camossi stava iniziando a funzionare. La conferma al Golden Gala quando Jacobs - pur finendo solo 5° in un contesto che non esageriamo a definire da finale olimpica (come quella del 4 agosto a Parigi 2024 che vide trionfare, come a Roma, Lyles in 9”78, con l’azzurro 5° in 9”85) - ha mostrato sensibili progressi rispetto a un paio di settimane fa pur manifestando ancora qualche lacuna, in particolare nella tenuta delle frequenze degli ultimi 20-30 metri. «C’è ancora tanto da lavorare, ma la strada è quella giusta: era la conferma che cercavamo per guardare con ottimismo all’appuntamento europeo di agosto».
Il riscatto di Jacobs
Per quanto riguarda invece l’aspetto strettamente agonistico, se si esclude l’exploit del 33enne camerunense Eseme (al record nazionale con 9”94 sulla scia del campione olimpico Lyles), Jacobs se l’è battuta con l'oro dei 200 ai Giochi di Parigi e con il campione iridato in carica dei 60 indoor, Anthony. Ma si è lasciato alle spalle il pluripiazzato sudafricano Simbine, il giamaicano Blake e il keniota Omanyala che in questo inizio di stagione era già sceso cinque volte sotto i 10”. Ma soprattutto ha dato una pista al britannico Azu, oro iridato sui 60 indoor a Nanchino lo scorso anno e bronzo sui 100 agli Europei di Monaco di Baviera 2022, quello dominato da Jacobs in 9”95.
Jacobs, una nuova versione
Quella dell’Olimpico è stata la 12ª prestazione sotto i 10” netti e rappresenta il secondo miglior esordio stagionale dopo il 9”95 del primo record italiano a Savona nel 2021 (l’anno dei Giochi di Tokyo), se si escludono i tempi favoriti dal vento eccessivo del 2022 e di quest’anno. Jacobs, non correva così veloce addirittura da 648 giorni, dal 9”93 della tappa Diamond League di Chorzov del 25 agosto 2024. Ora con 9”99 lo sprinter gardesano svetta nella lista stagionale europea in cui spiccano i britannici che ad agosto giocheranno in casa. Ma Jacobs nuova versione ci dice anche che, oltre alla ritrovata stima di sé stesso e alla serenità favorita dall’ambiente romano in cui aveva costruito le meraviglie olimpiche di cinque anni fa, ha tutte le caratteristiche per ripetere il magico 2021. Tre settimane prima di sfrecciare a Tokyo con il record europeo di 9”80, Jacobs aveva corso a Montecarlo proprio in 9”99, sulla scia dello statunitense Baker e a un solo centesimo da quel Simbine che a Roma gli è finito alle spalle. Non solo, vale la pena ricordare come l’azzurro non era mai stato così veloce sulla pista dello stadio Olimpico, nemmeno quando due anni fa conquistò la seconda corona continentale in 10”02.
