Mondiali di Nuoto in Giappone, cosa mangiare? Il nutrizionista Di Tolla svela tutto

Lo storico dottore di Filippo Magnini, che oggi lavora con Razzetti e Franceschi, racconta dieta e alimentazione di una rassegna così lontana
Mondiali di Nuoto in Giappone, cosa mangiare? Il nutrizionista Di Tolla svela tutto
5 min
Chiara Zucchelli

Cosa mangiare in Giappone durante i Mondiali di nuoto a Fukuoka? Come tenersi in forma tra fuso orario, dieta e gare che non lasciano un attimo di respiro? Lo racconta Luca Di Tolla, nutrizionista che da tempo ha fatto dell'approccio alla nutrizione scientifica il marchio distintivo della sua professione. Oggi segue Lorenzo Galossi, Gabriele Detti, Alberto Razzetti e Sara Franceschi (questi ultimi due impegnati al Mondiali) e continua a seguire Filippo Magnini, fresco, a 41 anni, di record del Mondo nel Master M40 nei suoi amati 100 stile con 50"73.

 

Partiamo dal Mondiale in Giappone: che dieta seguono gli atleti?

"Sicuramente in Giappone non ci si può avvalere della dieta mediterranea, ma in ogni caso devo dire che la loro alimentazione è comunque sana. I giapponesi si alimentano principalmente di frutta, verdura, alghe, pesce, riso, pasta di soia e bevono buone quantità di tè verde,  bevanda ricca di antiossidanti e vitamina C.  La presenza di tutti questi cibi fa in modo che questa alimentazione sia ricca di fitoestrogeni, antiossidanti ed omega3. Ai miei atleti prima della partenza ho fatto fare una piccola spesa che ci consente almeno per gli snacks di avere il necessario. Seppur a distanza, ci confrontiamo e scegliamo i pasti più idonei a seconda delle esigenze".

Qual è il pasto standard di un atleta durante il Mondiale e nel giorno gara?

"Credo sia fondamentale dare il giusto apporto energetico e al contempo cibi nutrienti e facilmente digeribili. Principalmente spazio ai carboidrati con quota proteica e lipidica ridotta nel pre gara anche per un discorso legato ai tempi di digestione gastrica che sono più lunghi rispetto ai carboidrati. Nel post gara cibi ad alto indice glicemico per ripristinare velocemente le scorte di glicogeno muscolare e un mix perfetto di carboidrati, proteine e grassi. Se possibile meglio in forma liquida perché facilmente assimilabili".

In tutto questo che ruolo ricopre il jet lag?

"Il fenomeno, chiamato “Jet Lag Syndrome” (sindrome da fuso orario) viene classificato tra i “disturbi del ritmo circadiano”. Ciò può comportare stanchezza, nervosismo, irritabilità, insonnia o sonno intervallato. Per quanto riguarda l' alimentazione è utile adattare gli orari dei pasti agli orari del paese di destinazione: fame e sonno sono strettamente connessi e tendono ad influenzarsi a vicenda. Quindi cerchiamo con gli atleti già dai giorni che precedono la partenza di regolare il più possibile le vecchie abitudini a quelle nuove. Evitare di assumere dosi eccessive di bevande contenenti caffeina, teina o altre bevande eccitanti. Fortemente consigliato l' utilizzo di prebiotici e proibiotici già da prima per evitare problemi intestinali che sono molto frequenti quando si va all' estero".

Come sono arrivati Sara Franceschi e Alberto Razzetti al Mondiale?

"Devo dire che sia Alberto che Sara arrivano a questo appuntamento con il Mondiale in perfetta forma fisica. Sono molto ottimista e fiducioso e mi preme sottolineare che entrambi sono impeccabili e seguono alla lettera ciò che gli dico. Sono fiero di loro".

Sarà fiero anche di Magnini.

"Beh, 50"73 (record del mondo master) con una frazione di ritorno a 25"75 è un tempo incredibile per un uomo di 41 anni che lavora, ha una famiglia, una figlia e si è allenato 3 volte alla settimana quando possibile. I campioni non hanno segreti perché lo sono nel cuore, nella testa e non hanno paura di rimettersi in gioco. Al contempo devo dire che in questi anni ho sempre seguito Filippo con la nutrizione e l' integrazione; ha sempre fatto tutto in maniera scrupolosa, allo stesso modo di quando gareggiava e il tutto è sensazionale. È un esempio assoluto".

Che dieta segue Filippo?

"La mediterranea. Ovviamente andiamo a valutare i suoi fabbisogni in base ai dispendi energetici e al suo stile di vita che non è più quello dell' atleta agonista. Viene sempre monitorato e quindi abbiamo la possibilità di modulare i suoi pasti e le scelte alimentari al meglio. Non rinuncia mai alla pizza "Rossini" (piatto tipico di Pesaro) e quando siamo nella sua città natale è obbligatorio anche per me mangiarla. Essendo campano, quindi venendo dalla patria della pizza, nasce sempre una diatriba che finisce con una risata ed un brindisi".
 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti