Padel, Di Canio: "Gioco anche due volte al giorno"

Dal calcio al padel passando per sport estremi, beach soccer e footgolf. L'opinionista Sky ha lo sport nel sangue
Padel, Di Canio: "Gioco anche due volte al giorno"
TagspadelPaolo Di Canio

Dal calcio al Padel passando per sport estremi, beach soccer e footgolf. Paolo Di Canio ha lo sport nel sangue e ora è un grande appassionato di Padel: “Ho provato cinque anni fa per la prima volta ma non mi era piaciuto. Poi, l’anno dopo, Marchegiani mi invitò a casa sua e scoprii che il padel aveva tanto da potermi dare: strategia, competizione, condivisione. Da lì non ho più smesso, ora gioco anche due volte al giorno. Capita che mi faccio 30-40 km, torno a casa, mi doccio e gioco di nuovo. Gioco circa due partite al giorno, con Luca partite più impegnative, siamo bravi in difesa e mettiamo in difficoltà gli avversari con la strategia, perché nel padel l’80% dei colpi li fanno gli altri a favore tuo. Con il mio amico che chiamo simpaticamente Crouch gioco partite più morbide, è il lato più ludico e goliardico di questo sport anche se io non ci sto a perdere. Il mio amico Stefano a Valle Aurelia sa che deve chiamarmi appena ha un buco libero al Centro Sportivo”.

Di Canio: "Il Padel è un gioco di pazienza"

La passione per il Padel lo ha portato a cercare, da due anni, un’area dove costruire tre campi ma purtroppo con esito negativo: “Mi piacerebbe molto – il commento amaro dell’ex attaccante – ma ti imbatti in una burocrazia incredibile in Italia, tra vincoli e concessioni. Qui non si può toccare nulla o ti fanno aspettare sei mesi per una risposta. Ho vissuto 11 anni in Inghilterra e all’estero non funziona così. Bisognerebbe aiutare gli imprenditori che investono soldi, riqualificando aree abbandonate e muovendo l’economia con dei posti di lavoro”. Paolo, opinionista Sky Sport, forma con Luca Marchegiani una coppia solida: “Sono un sinistro atipico, tutti mi dicono che sarei perfetto a destra. Non ho la chiusura ma per questo motivo non prendo rischi e non mi fanno mai punto. La forma fisica mi supporta, mi alleno tutti i giorni anche prima di scendere in campo. Questo mi aiuta molto perché fisicamente reggo bene il ritmo di gioco. Il Padel è un gioco di pazienza, bisogna far stancare gli altri”.

Di Canio, Totti e De Rossi

Non mancano le partite con gli ex compagni di squadra o calciatori: “Sono tanti gli ex calciatori che giocano, credo perché nel padel ci sono una miriade di soluzioni, puoi cambiare strategia o variare i colpi. E c’è la competizione che noi calciatori abbiamo dentro. Spesso con Luca giochiamo contro Di Biagio e Candela, sono molto bravi ma abbiamo vinto sempre io e Luca. Giannichedda e Fiore sono i più forti che ho incontrato, una coppia amalgamata. Con loro due escono fuori sempre partite equilibrate, anche se onestamente vincono più loro. A Milano so che Albertini e Casiraghi giocano spesso ma sono sincero, contro me e Luca avrebbero vita dura. Con il CT Mancini ho giocato una volta, ero in coppia con Gianfranco Nirdaci contro Marchegiani e lui. Ma vincemmo noi due. Totti e De Rossi? Non ci sarebbe nessun problema a giocarci, se c’è da divertirsi io gioco, il Padel mi piace per questo. Panucci mi ha scritto un messaggio dicendomi di essere il suo prossimo obiettivo, ridendo gli ho risposto che dovrà sudarsela molto. Questa è la cosa divertente. Il Padel non è una moda, chi entra in campo non esce più”.

Di Canio e la Nazionale di Mancini

Dal Padel passiamo infine al calcio, con il pensiero conclusivo di Paolo Di Canio sui prossimi Europei: “Il Ct Mancini ha costruito qualcosa di bello, ha formato un gruppo che ci crede e con una mentalità europea. Il rinvio di un anno ha aiutato questa squadra nel processo di crescita, cito solo a titolo di esempio Barella e Insigne. In difesa abbiamo tanta scelta perché hanno giocato quasi tutti con continuità. E’ vero che ci sono Nazionali importanti con un’esperienza maggiore ma non sono mai esplose in queste competizioni. I nostri arrivano di slancio e hanno la voglia di spaccare il mondo. Sono convinto che ci divertiremo molto”.

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