Running

Semplicemente Running
0

Coronavirus: quanti sportivi famosi contagiati

Dal figlio della giornalista Rai Tiziana Ferrario al Principe Alberto di Monaco, tanti i personaggi famosi che hanno contratto il virus

Coronavirus: quanti sportivi famosi contagiati

Coronavirus e personaggi famosi che lo hanno contratto

COVID-19 è diventato un acronimo comune, lo pronunciamo molte volte al giorno, siamo, giustamente, ossessionati e preoccupati dalla diffusione del contagio e dalle manifestazioni patologiche.

I casi aumentano in Italia e in tutto il mondo, a nulla sono valsi gli esempi della Cina e dell’Italia, in tanti hanno tardato ad aprire gli occhi di fronte a questa minaccia silenziosa.

Alla data di venerdì 20 marzo, 209.839 casi confermati nel mondo dall'inizio dell'epidemia, 8.778 morti ed il coinvolgimento di 168 Paesi. Secondo i dati dell’OMS:

  • il rischio associato all'infezione COVID-19 per le persone in Europa è attualmente considerato moderato per la popolazione generale, ma alto per gli anziani e gli individui con malattie croniche;
  • il rischio di malattia più lieve e il conseguente impatto sull'attività sociale e lavorativa sono elevati;
  • il rischio di insorgenza di cluster, simili a quelli in Italia, associati a COVID-19 in altri paesi dell'UE è attualmente considerato molto elevato;
  • il rischio di superare la capacità di risposta dei sistemi sanitari nei Paesi europei nelle prossime settimane e elevato;
  • il rischio di trasmissione di Covid-19 nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie è elevato, in assenza di una diagnosi precoce e di un controllo delle infezioni molto efficace.

Il virus sembrerebbe prediligere gli uomini rispetto alle donne, ma non sembra risparmiare personaggi famosi. Il primo personaggio pubblico di cui si è resa nota la positività è stato lo scrittore Luis Sepulveda, gli attori Tom Hanks e sua moglie Rita Wilson, Chet Hanks, Idris Elba, Rachel Matthews, Olga Kurylenko e Kristofer Hivju, i giornalisti Nicola Porro, Seth Doane e Richard Wilkins, i politici Alberto di Monaco, Sophie Grégoire, Friedrich Merz, Christian Jacob, Franck Riester, Frans Timmerman, Masoumeh Ebtekar,Iraj Harirchi, Mahmud Sadeghi, Ted Cruz, Mario Diaz-Balart, Ben McAdams, Khaltmaagiin Battulga, Begona Gòmez, Quim Torra, Nadine Dorries, Mateusz Morawiecki, Michal Wos, Francis Suarez, Jair Bolsonaro, Michel Barnier, i locali Nicola Zingaretti e Alberto Cirio e tanti altri.

Il virus non risparmia neppure i giovani, persino sportivi, Mikel Arteta e Callum Hudson-Odoi, sei calciatori spagnoli, i cestisti Rudy Gobert e Earvin Ngapeth, Donovan Mitchell, Christian Wood, Kevin Durant, Sean Payton, tre nazionali di scherma coreane, il golfista Victor Lange, tra i calciatori italiani otto tesserati della Sampdoria, tre della Fiorentina e lo juventino Rugani, primo su cui è stata evidenziata la positività.

Coronavirus: quanti sportivi famosi contagiati

Positivo anche Edoardo Melloni, figlio della Giornalista Tiziana Ferrario, mezzofondista in forze al Cus Pro Patria, che, dopo il caso del paziente runner di Codogno è il secondo runner di cui si conosce positività. Melloni è in buone condizioni di salute e ha risposto ad una intervista nella quale ha dichiarato che ritiene di aver contratto la patologia utilizzando la metropolitana di Milano e ne ha descritto i sintomi. Alla domanda su cosa pensa della libertà di correre, intervistato da QueenAtletica, Edoardo risponde “Non c’è un rischio legato all’attività di corsa in sé. Se ci fosse stato, sarebbe stata da subito proibita dai primi DPCM e così non è stato. Ricordiamoci che le misure sono state adottate in conformità con quanto indicato da personale medico competente in materia. Rimane il problema sul dove si va a correre. Personalmente, andare a Parco Nord al mattino presto non mi ha mai fatto sentire esposto a rischi. Ho visto alcune foto della ciclabile attorno al parco Sempione e la situazione era completamente diversa, quella era chiaramente una situazione a rischio. Come in ogni cosa ci vuole buon senso, e se il buon senso manca (come mi sembra stia accadendo) trovo inevitabile l’adozione di misure più restrittive da parte del Governo, a scapito di tutti quanti, compresi coloro i quali hanno praticato attività sportiva all’aperto con criterio fino ad oggi. Riassumendo: attività sportiva all’aperto sì, ma sempre con coscienza”.

Tutte le notizie di Semplicemente Running

Per approfondire

Caricamento...

Potrebbero interessarti

In edicola

Prima pagina